Giovani, carini e depressi
GIOVANI, CARINI E DEPRESSI
Il musone perenne, il cibo appena toccato, le lacrime che vengono giù all’improvviso, senza motivo. E’ così che di solito gli adolescenti lanciano il loro Sos. E i genitori puntualmente rispondono. Con le loro preoccupazioni e le loro angosce. Nel dubbio fra un caso di depressione conclamata o una semplice espressione dell’età.
E non hanno tutti i torti ad allarmarsi. La depressione giovanile oggi non è un fenomeno sporadico. Coinvolge infatti il 13,8% degli adolescenti del nostro Paese dall’età compresa fra i 15 e i 19 anni. Un dato significativo soprattutto se confrontato con le percentuali relative agli adulti. Solo il 3,7% delle donne soffre di depressione.
E gli uomini se la cavano ancora meglio sfiorando appena l’1,8%. Un bel divario che la Federazione italiana dei medici pediatri ha denunciato. Indicando il forte aumento del fenomeno depressivo nell’età adolescenziale.
E pare che gli stessi protagonisti ne siano consapevoli. Ce lo dicono i numeri forniti da Datamedia. Ben il 27% dei giovani nella fascia d’età che va dagli 11 ai 19 anni dichiara di aver sperimentato con certezza la depressione. Il 62,2% afferma di esserci andato vicino. Ma il dato più preoccupante riguarda quel 12, 5% di adolescenti che affermano di aver pensato almeno una volta con serietà al suicidio. Almeno una volta.
Secondo gli esperti la causa di questo disagio è legata strettamente alla famiglia. La sordità di alcuni genitori o un regime di educazione troppo rigido generano spesso la depressione nei figli. Che reagiscono con una fuga mentale. Oppure fisica, nel più drastico dei casi. Eppure non solo genitori troppo severi possono causare questo disturbo.
Anche nelle famiglie migliori le cose possono non andare bene. Un ragazzo cresciuto in una situazione di perenne equilibrio e stabilità, ad esempio, si autoconvince che la vita sia una eterna strada in discesa. Così alla prima difficoltà crolla. Bastano la presa in giro di un amico o un complesso fisico per spezzare la corda. E cominciano così a manifestarsi i sintomi della depressione.
Facile irritabilità, aggressività, ipercriticismo verso se stessi, svogliatezza, rifiuto dell’autorità. Con conseguente agitazione del genitore che spesso non sa proprio che fare. Alle sue ansie rispondono gli esperti che consigliano calma, pazienza e una maggiore propensione all’ascolto. Che troppo spesso manca nelle famiglie italiane.
La situazione dovrebbe migliorare in fretta. Anche perché una depressione adolescenziale è assai differente da quella di un adulto. Molto spesso si risolve da sé. Soprattutto quando è più un capriccio e uno stato momentaneo che un problema reale, profondo. Nel caso il disturbo fosse prolungato allora bisognerà davvero ricorrere ad uno specialista.
(Autore: Alessandra Migliozzi)