Ecco i sintomi del mobbing
Ecco i sintomi del mobbing
Chi subisce questo tipo di violenza accusa i tipici effetti della depressione. Per guarire è necessario cambiare lavoro, uscire dall'azienda in cui la violenza si è verificata. Tra le vittime anche i manager.
di Fiorenza Uva
MILANO – Mobbing: una forma di molestia o violenza psicologica ripetuta ed esercitata quasi sempre con intenzionalità lesiva. Una patologia scoperta di recente e già oggetto di studio da parte di psicologi e psichiatri, che comporta assenze dal lavoro sempre più prolungate, con "sindrome da rientro al lavoro" sempre più accentuata e che ha come estreme conseguenze le dimissioni o il licenziamento.
“Una patologia – dice la dottoressa Rosanna Gallo, docente di Psicologia dell'organizzazione e della formazione all’Università Cattolica di Brescia – che riguarda un numero sempre maggiore di persone, anche perché sempre più riconosciuta e riconoscibile”.
Quali sono i sintomi del mobbing?
Le persone soggette a mobbing accusano depressione, che si manifesta attraverso i sintomi tipici di questa malattia (prostrazione, fragilità emotiva, pensieri persecutori) e altri legati al mondo del lavoro.
Ad esempio?
Normalmente questi soggetti avvertono una forte disistima nei confronti delle loro capacità professionali, sul luogo di lavoro si sentono messi all’angolo, ignorati, derisi, oggetto d’attenzioni negative. In molti casi anche non ascoltati e rimproverati ingiustamente.
Quali sono le categorie più colpite?
Nella maggior parte dei casi i dipendenti. Ma esiste una forma di mobbing che colpisce chi ricopre posizioni manageriali. Spesso si manifesta nelle situazioni di crisi e colpisce chi esprime un’opinione contraria a quella generalmente sostenuta. Viene visto come pericoloso e destabilizzante e per questo è punito e messo all’angolo, isolato.
Dal punto di vista psicologico cosa si può fare per reagire a questa situazione?
La prima cosa da fare è verificare che i sintomi siano reali, non legati a una condizione di disagio personale. Per farlo si può, ad esempio, chiedere ai propri colleghi se avvertono lo stesso disagio, raccogliere prove e testimonianze.
Una volta accertato di non essere isolati, che effettivamente la violenza esiste è necessario chiedere il supporto di psicologi e avvocati. In linea di massima chi è vittima di mobbing per star meglio, per cominciare a liberarsi del disagio psicologico deve cambiare lavoro, uscire dall’azienda in cui la violenza si è verificata.
(Autore: Fiorenza Uva)
(9 ottobre 2002; da IL Nuovo)