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Un gel per bloccare l´aids



Arriva da un gel la speranza di bloccare il contagio dell´Aids nel mondo. Un gel vaginale frutto di un cocktail dei farmaci utilizzati nella terapia orale contro l'Aids in grado di intrappolare e «soffocare» il virus dell´Hiv prima che penetri nelle mucose.
Il progetto è allo studio all´Istituto Superiore di Sanità e in altri centri specializzati europei (in particolare quello di Anversa), grazie a un sostanzioso finanziamento dell´Unione Europea: «Per ora siamo solo all´inizio - precisa il professor Stefano Vella, presidente della Società internazionale di lotta all´Aids - e non è ancora detto che la ricerca darà i risultati sperati». Ma le premesse ci sono tutte, anche se la sperimentazione sull´uomo è molto lontana. Il giorno dopo l´annuncio shock secondo cui ogni due ore, in Italia, una persona s´infetta, dal congresso Anlaids in corso al centro Lingotto di Torino si scopre che potrebbe essere la donna a sconfiggere quella che è stata definita la peste del Duemila. «Perché fra meno di 20 anni, senza nuove strategie di prevenzione - lancia l´allarme l´Oms - 270 milioni di persone potrebbero infettarsi. E non c'è solo il pericolo l'Africa, dove un individuo su tre è infetto e dove la struttura portante della vita sociale è decimata: il virus dilaga in Cina, in India, in Russia, nel Sud-Est Asiatico e in America Centrale, fino all'America del Sud, anche se in proporzioni meno preoccupanti». Preoccupa, soprattutto, la notizia diffusa sabato, all´inaugurazione del congresso torinese, secondo la quale il 35% delle donne infettate di recente sapeva che il proprio partner era sieropositivo. Per questo motivo, già in passato si è tentato di utilizzare gli spermicidi come barriera al contagio dell´Aids attraverso i rapporti sessuali non protetti. Strada che si è rivelata sbagliata, figlia però di un´idea corretta, ripresa, e sviluppata: il gel nato dal nuovo cocktail di farmaci, fra cui ci sono le sostanze antiretrovirali, non è un contraccettivo e quindi non impedisce la fecondazione. Ma dovrebbe funzionare da filtro impenetrabile, «perché l´insieme dei medicinali utilizzati nella gelatina, microbicidi denominati Hiv-Cidi, ha il potere di rompere la membrana del virus dell´Hiv».
«Con questo gel - commenta Vella - la donna sarebbe in grado di gestire in prima persona la difesa dalla malattia». Ecco la grande scommessa. «Non impedendo la gravidanza, non dovrebbe sollevare obiezioni di tipo etico. Una soluzione di questo genere può, fra l´altro, essere utilizzata comodamente da qualsiasi donna, anche senza che il partner ne sia al corrente».

Marco Accossato

(fonte: La stampa : 25-11-2002


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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito