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Ansia da mobbing: ora e' malattia professionale


Ora il mobbing - è stato detto - è una malattia professionale, riconosciuta dall’Inail.
In realtà la "malattia" non è il mobbing (che è molestia, persecuzione sul lavoro), ma la patologia psichica e psicosomatica correlata allo stress dovuto al mobbing.
Come si è arrivati a questo riconoscimento, che dà diritto ad indennizzi?
Tutto inizia con la decisione della Corte Costituzionale (18/2/88 N° 179) in cui venne ritenuto illegittimo il «sistema chiuso» che limitava il riconoscimento di «malattia professionale» a quelle inserite in una specifica tabella.
La sentenza aprì la strada al «sistema misto», in base al quale le malattie professionali possono essere anche non tabellate e sono coperte dall’Inail purché venga dimostrato che si sono verificate a causa del lavoro svolto.
Questa innovazione è stata recepita pienamente dalla nuova legge di riforma dell’Inail (D. Lgvo N°38 del 2000).
La differenza tra patologia tabellata e non, consiste nel diverso onere della prova: in quella non tabellata spetta al dipendente provare il collegamento tra malattia e attività; nel caso di patologia tabellata invece si presume che la patologia sia dovuta all’attività lavorativa.
Le malattie derivate da mobbing che possono ritenersi "professionali" vanno dalla cefalea, alla gastrite, dalla tachicardia alla depressione.
Secondo l’Ispesl a giugno 2000 i lavoratori mobbizzati erano 1.500.000 (70% nella Pubblica amministrazione).
La maggioranza però non si rivolge all’Inail per ottenere dal datore di lavoro l’indennizzo, ma alla Magistratura ordinaria per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale, morale e biologico.

Alfonso Marra
(pubblicato su "Corriere salute" novembre 2002)


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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito