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Gioco d'azzardo, vittime 400 mila italiani


Come una furia, di più. Una dipendenza dalla quale ci si può e ci si deve curare: il gioco d’azzardo.
Sono circa 400 mila le persone che in Italia sono vittime del “craving”, il desiderio morboso che spinge a giocare sempre di più e che può rovinare famiglie intere, mentre sono circa un milione gli italiani che hanno problemi con il gioco.
“Per loro - spiega l’assessore al Diritto alla salute della Regione Toscana, Enrico Rossi - abbiamo attivato un centro di ascolto e di aiuto”.
E il nome è di per sé indicativo di ciò che vuole essere e sconfiggere. Si chiama “Il gatto e la volpe”, visto che si trova vicino a Collodi e che i due personaggi rappresentano i prototipi della tentazione.
“In Toscana – aggiunge Rossi - crediamo che salute significhi non soltanto assenza di malattia, ma anche attenzione a contrastare tutti i tipi di dipendenze”.
Sono in molti, da tutta Italia, a chiamare il numero verde 800-695477 il martedì mattina e il mercoledì pomeriggio, tanto che la Regione Toscana ha già messo a disposizione altri due Sert, i servizi di recupero delle tossicodipendenze, a Lucca e a Empoli e ha formato operatori in molti altre strutture pubbliche.

Maschio, giovane, coniugato o convivente, poco scolarizzato, impiegato e fumatore.
E' questo l’identikit del giocatore abituale che emerge dalla ricerca, la seconda di questo tipo mai condotta in Italia e realizzata dal Sert della Valdinievole dell’Asl 3 di Pistoia e dall'Osservatorio di epidemiologia dell’Agenzia Regionale di Sanità della Regione Toscana.
L’analisi evidenzia la propensione nei confronti di tredici giochi: totocalcio, totogol, totosei, totip, superenalotto, lotto, scommesse sportive e sui cavalli, ippodromo di Montecatini, “gratta-e-vinci”, lotteria, tombola, bingo, casinò, giochi di carte, videopoker.
Il 43% degli intervistati ha dichiarato di aver giocato almeno una volta nell'ultimo mese.

Quasi la metà di chi gioca ha un'età compresa tra i 30 e i 49 anni. Sette su dieci sono coniugati o conviventi, 3 su 10 impiegati, 2 i lavoratori autonomi mentre gli operai rappresentano il 18% del campione.
Con il gioco, ciascuna persona spende mediamente 27 euro al mese, pari a 323 euro l’anno. Cifre che di per sé non significano molto se guardate come freddi numeri di una ricerca, ma che invece rivelano come questa “passione” si è più diffusa di quanto si pensi e che in molti casi può rappresentare una vera e propria “malattia” che rischia di mandare sul lastrico una famiglia.
Il giocatore incallito, insomma, non ce la fa a smettere da solo ed è per questo che alcune Asl della Toscana si sono attrezzate per aiutare le vittime del gioco a “disintossicarsi” e le chiamate che arrivano da tutto il Paese al numero verde istituito dalla Toscana testimoniano l’urgenza e il crescente bisogno di aiuto di molti giocatori “rovinati” dall’azzardo e che chiedono aiuto per uscire dal tunnel.

di Gabriele Masiero
(7 DICEMBRE 2002 - Il Nuovo)




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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito