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A lezione dai somari


Chi l’avrebbe mai detto che dagli asini si sarebbe potuto imparare qualcosa? Eppure è cosi. Sembra che i simpatici animali, di solito poco stimati, costituiscano un valido aiuto per tutti quei bambini che accusano problemi di relazione.

Ne è convinto lo psicanalista Eugenio Millonis, che ha riposto una tale fiducia nelle potenzialità del “cugino” del cavallo da istituire addirittura due corsi terapeutici in suo onore; uno ad Introdacqua ( in provincia de L’Aquila) ed un altro in fase d'avvio a Valmontone( in provincia di Roma).

Per il centro che sarà aperto a Valmontone, finanziato dalla provincia di Roma, sono già stati adottati due asini: Romeo e Giulietta, rispettivamente di sette e tre anni. Si tratta di due splendidi esemplari di asino presi dalla struttura di Idrodacqua, che inizieranno per primi a “dare le loro lezioni”. Sempre in questo centro, inoltre, saranno formati i nuovi operatori da abilitare all’onoterapia e, poiché le iscrizioni sono aperte a tutti, è proprio il caso di affrettarsi.

La passione del dott. Milonis per i somari - stando a quanto riferisce - è nata casualmente, quando un giorno decise di comprarne uno per salvarlo dall’estinzione a cui la specie si sta avviando. Seguirono, poi, altre “adozioni” e da una profonda conoscenza di questi animali nacque l’idea di utilizzarli come “terapeuti” per bambini con disturbi di carattere cognitivo e affettivo. Così placidi, con i loro movimenti lenti, gli asini, infatti, dimostrano di saper infondere quella tranquillità, necessaria ai piccoli per stabilire un contatto con l’esterno.

Contrariamente a quanto si pensi, inoltre, l’asino è un animale intelligente: stando a quanto dichiara Madaleine Weiger , è dotato di ottima memoria e di forte senso del dovere; non dimentica mai il compito che gli viene affidato e lo esegue con diligenza. Ha pazienza, è umile nei confronti del padrone e proprio come un fedele compagno è discreto e molto affettuoso. Non ama rimanere da solo, è quindi socievole ed anche molto curioso.

La cura, non meno complessa di tante altre, prevede due fasi principali. La prima è quella della conoscenza, in cui si fa in modo che il bambino acquisisca familiarità con l’animale ed inizi a stabilire un primo contatto con lui, attraverso esercizi atti a sviluppare particolari codici di comunicazione. Mentre la seconda è quella del contatto corporeo, in cui al piccolo vengono proposte cavalcate ed altri giochi, affinchè percepisca il corpo del somaro e risponda agli stimoli che questi trasmette.

Tutte le terapie che utilizzano gli animali, si stanno rivelando molto efficaci sui bambini, basta menzionare, ad esempio, il successo che ha avuto anche l’ippoterapia, con i giovanissimi disabili. Ciò si è verificato e si verifica perché tra gli animali e i ragazzi si crea una sintonia tale che, il loro linguaggio, seppur diverso sembra avere lo stesso suono.
di Lucia Ghebreghiorges

( 12-12-2002; Quitalia)


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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito