Passatala festa, gabbato l'amore
La festa dell'Epifania rappresenta l'epilogo di un lungo ed intenso periodo di festività, che solitamente viene vissuto con entusiasmo ed eccitazione, al di fuori della routine quotidiana.
Lo scambio dei doni natalizio, la festa di S. Silvestro che rappresenta un'occasione da vivere con particolare spensieratezza, l'inizio del nuovo anno che si spera migliore di quello appena trascorso: tutti momenti in cui ci si è sentiti probabilmente diversi e più vivi, in cui si è soprasseduto ai problemi di ogni giorno e alle incomprensioni nei rapporti affettivi e personali, per lasciar spazio a sentimenti di maggiore vicinanza ed amore.
Anche una breve, eccitante vacanza di fine anno passata insieme, all'insegna dello svago o dello sport, può aver contribuito a fugare la monotonia e a dare una ventata di energia ad un rapporto di coppia "stanco".
Ma, con il ritorno alla normalità, rientrando nel circuito della vita di sempre, spesso si può "accusare il colpo": svanita l'eccitazione, ecco che si può avvertire una sensazione di stanchezza o di apatia. Le speranze di un nuovo inizio, i buoni propositi sembrano capitolare e non si riesce più a sperare qualcosa di diverso dalla solita, paralizzante routine. L'altro/a, perso lo smalto, ritorna quello di sempre, noto, scontato, con i suoi difetti bene in mostra.
Si tratta allora di un'illusione che si rinnova a cavallo di ogni anno, celebrata solo esteriormente dallo scambio di auguri per un anno migliore e più felice? Oppure può essere comunque un utile rituale che serve a ricordare che è possibile ed è auspicabile avere un atteggiamento diverso e più fiducioso?
Il momento di passaggio tra un anno e l'altro può veramente rappresentare un momento speciale, attraversato da una maggiore energia vitale, che può riuscire a comunicare una gioiosa aspettativa e un interesse rinnovato per la propria esistenza e i rapporti personali.
Si può riscoprire la gratitudine verso il partner, che ha condiviso con noi situazioni ed esperienze e che ci ha saputo regalare piacere, divertimento, allegria. Si può lasciare interiormente lo spazio per un momento di riflessione: per esempio per ricordare a noi stessi ed eventualmente ridefinire la scala delle nostre priorità, cioè delle cose veramente importanti della propria vita. Da quali valori è governata la nostra vita? Dal denaro, dalla ricerca del successo o del potere, dalle relazioni d'amore e affettive, dalla ricerca di evoluzione spirituale?
In questa scala di priorità, dove collochiamo il partner? Quanto spazio, quanto tempo gli dedichiamo? Forse la nostra storia d'amore rappresenta solo una voce sull'agenda degli impegni quotidiani? Quanto del nostro amore è in realtà soprattutto possessività, sentimentalismo, emotività che chiede, in cui si è concentrati prevalentemente su di sé, senza realmente comprendere e accettare l'altro, rispettando la sua diversità?
Un atto di attenzione consapevole su sé stessi e sul rapporto, può essere un utile momento di riflessione e di verifica, che può riattivare la motivazione interiore per cambiare positivamente. Lamentarsi del proprio stato equivale alla rassegnazione, ad una capitolazione interiore, all'assenza di una vera partecipazione. All'opposto, smettere di rimuginare sul passato e scegliere di restare nel presente, consapevoli di quello che accade nel qui ed ora, responsabili delle proprie scelte, dona un maggiore senso di libertà e di iniziativa personale, finalizzata ad una migliore qualità di vita. Nell'ambito della coppia ciò significa non rimanere ancorati al passato, né prefiggersi traguardi precisi per il futuro; ma rimanere disponibili a scoprire il nuovo di ogni momento, con una nuova disponibilità di pensiero e di affetti.
(Pubblicato su Il Nuovo 8 gennaio 2003)