Informativa sulla privacy - Scambio Link - Contatti

Al cinema o al teatro?



A TEATRO
Uno spettacolo con attori in palcoscenico non ha controindicazioni. «Specie se sorprendono il bambino con buffe cadenze dialettali e lo rendono partecipe alla trama, come commedia dell'arte comanda» dice Marina D’amato.

«Una rappresentazione teatrale - sottolinea, però, Tilde Gianni Gallino, professore di psicologia dello sviluppo dell'Università di Torino - rischia di essere "datata" per un piccolo abituato ai ritmi dei telefilm. ma siccome non si può prevedere la reazione del bambino, non resta che fargli provare l'esperienza del sipario che si solleva».

Burattini Corpi di stoffa e teste di legno oggi sorprendono poco. «Ma non sottovalutiamo l'ambiente, - precisa Tilde Giani Gallino - il teatro, infatti, in questo caso è a misura di bambino, poco più grande di un maxischermo TV. L'ideale per i piccoli, che, oltretutto, vengono sollecitati a interagire con i burattini.
E’ meglio evitare, invece, ai più grandicelli (dai 6 o 7 anni in avanti) questo genere di spettacolo: lo troverebbero noioso».
Marionette «Se gli adulti apprezzano l'immenso lavoro che richiede l'allestimento di uno spettacolo di marionette, i bambini badano al sodo e vedono solo dei pezzi di legno manovrati da fili - riprende Tilde Giani Gallino -.
Ma anche in questo caso vale la pena provare: quello delle marionette è una forma di teatro vivace e popolare, che può riservare piacevoli sorprese anche al più "tecnologico" dei bambini».

Conferma Marina D'Amato: «Questa è una forma di spettacolo "viva", ma è anche un ottimo "ponte" dalla rappresentazione fantastica infantile a quella reale con gli attori in carne ed ossa, come del resto avviene dal cartone animato al film».


AL CIRCO
«Anche in questo caso, non va sottovalutato l'ambiente: è a forma di anfiteatro e il bambino si trova di fronte un pubblico coinvolto e attivo che potrebbe anche inibirlo - spiega la psicologa -.
Inoltre, nonostante sia abituato alle scene forti dei delitti televisivi, il piccolo potrebbe pure spaventarsi per alcuni numeri temerari degli acrobati. Spiegategli, perciò,che i pericoli sono sempre calcolati e previsti».
« Il circo, comunque, interessa bambini di tutte le età - assicura Marina D'Amato -. I clown sono irresistibili per un bimbo sotto i 5 anni, trapezisti e funamboli possono colpire, anche troppo, l'immaginazione dei più sensibili e dei più piccoli ».


AL CINEMA
Innanzitutto, due parole sull’ambiente-cinema. Spiega Tilde Giani Gallino: «Ancor prima di scegliere uno spettacolo o un altro, bisogna valutare le capacità del bambino di adattarsi a un nuovo ambiente e questo vale specialmente per il cinema. Un piccolo abituato alla televisione, in una sala di proiezione deve confrontarsi con il buio e le immagini così grandi da sembrare minacciose. Quindi, preparatevi a battere velocemente in ritirata, dopo un pianto sconsolato».
«Attenti anche, se avete bambini sotto i cinque anni, agli schermi dei centri multisala, creati apposta per dilatare la realtà e renderla più vera del vero» continua Tilde Gianni Gallino. «Non sono l'ideale per una iniziazione cinematografica».
Per i Film, Marina D'Amato raccomanda: «Il genitore dev'essere innanzitutto sicuro di portare il bambino a uno spettacolo dedicato all’infanzia. I piccoli hanno bisogno di ritmi narrativi lenti e di messaggi semplici. Un consiglio? Se lo spettacolo non sembra adatto, meglio rinunciare».
Riprende Tilde Gianni Gallino: «Per quanto riguarda la scelta dello spettacolo cinematografico, consiglio ai genitori di portare il bambino ad assistere a una storia non solo dedicata a lui, ma che riproponga la realtà, interpreti i valori della vita e, contemporaneamente, però, prenda le dovute distanze dalla concretezza».
Riguardo i cartoni animati Marina D'Amato dice: «Il bambino preferisce il disegno animato al film vero e proprio, come del resto, preferisce l'illustrazione alla fotografia».

Ma, come scegliere i cartoni? «Se non li hanno già visti in cassetta, sono ottimi quelli "vecchia maniera", costruiti sui ritmi cognitivi del bambino. E cioè, storie schiette, fiabe risapute e personaggi degni dell'oscar per trasparenza e umanità»dice Tilde Giani Gallino.
La psicologa sottolinea l'importanza del disegno: « A differenza della ripresa cinematografica, o dei film digitali, non è tri, ma bidimensionale, semplice da interpretare e mai minaccioso».

(Flavia Fiori - Corriere salute)


Username :
Password :
Recupera password

 Ultimi annunci Inseriti :
 Cerca :
Progetto Grafica e Programmazione Andrea Maiorana - Tutti i diritti riservati - Back link
Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito