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Se lo stress gioca contro di lui e favorisce i problemi sessuali


"Se lo stress gioca contro di lui e favorisce i problemi sessuali"
di ROBERTA GIOMMI (psicologa-psicoterapeuta presso l'Istituto Internazionale di Sessuologia a Firenze)


La sessualità maschile ha un grande nemico ed è rappresentato dallo stress: ansia per la forma dei genitali, per la lunghezza del pene, per la stabilità e forza dell’erezione, per la competenza eiaculatoria, per momentanei deficit erettivi, per il coinvolgimento della partner, per la mancanza del suo orgasmo.
Resa difficile dal delicato meccanismo fisiologico, la sessualità maschile vive una ulteriore stagione delle difficoltà per l’aumento del desiderio di risultato e per la dinamica di confronto, determinata dal fatto che le donne parlano di sesso e lo commentano.
Un maschio, nel corso della sua vita sessuale, si trova accerchiato da tante domande che nascono dalla sua testa: sarò all’altezza delle aspettative, sarò capace di resistere il tempo necessario, avrò sufficientemente competenza per produrre l’orgasmo della mia partner, saprò variare il copione e la modalità in modo da permettere alla partner o ad altre donne di sentire una forte eccitazione?
Vivere dentro il cerchio delle domande produce un’ansia di prestazione che porta a difendersi dalla sessualità, ad accettare o subire di viverla poco e distante nel tempo.
La preoccupazione di avere buoni voti nella pagella scritta dalle donne, o dalla propria donna, aumenta la lontananza tra gli atti sessuali e questo li rende ancora di più fonte di stress.
A volte nella prima seduta di psicoterapia sessuale i maschi raccontano la fatica e il dispiacere di affrontare il confronto con la frustrazione o la rabbia femminile che immaginano o si verifica alla fine di un atto sessuale incompetente.
Che fare? Molti maschi fanno uso di farmaci diversi, pochi si pongono il problema in termini psicologici e relazionali, mentre la costruzione di una nuova modalità della coppia di vivere la sessualità e l’apprendimento di nuovi comportamenti da parte del maschio, permettono di modificare in tempi rapidi i cattivi modelli.
Spesso si lavora anche sullo stile sessuale della partner favorendo una maggiore competenza all’eccitazione e all’orgasmo.
In genere la sessualità richiede che il maschio sia attento, ma non teso, e questo è dimostrato dalle erezioni notturne e mattutine che si determinano in modo spontaneo e che sono ambientate nella quiete dell’assenza di paura e nella libertà dal confronto.

(Fonte: La Repubblica)
(Data: 6-giugno 2002)



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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito