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Rughe da amare




C’è una spinta a livello individuale e collettivo a rallentare o ad invertire i processi naturali dell’invecchiamento: come se l’invecchiamento fosse una cosa da nascondere e cancellare, addirittura come se fosse una colpa.

A livello di coppia il tempo che passa ha anche un valore positivo e potremmo fare una riflessione in questo senso.

Nelle coppie di lunga durata, felici e collaudate, viene mantenuta la capacità di poter vedere ancora nell’altro la freschezza di un tempo, nello sguardo, in un sorriso, in un gesto che non invecchia mai.

Il cuore, infatti, può rimanere sempre giovane: “Anche dopo vent’anni trascorsi insieme – mi diceva un mio maturo paziente – quando mia moglie mi sorride in “quel certo modo”, rivedo ancora in lei la ragazza ventenne della quale mi sono innamorato”.

L’amore può “capitalizzarsi” con il tempo e l’affetto: anche le prime rughe o i primi capelli bianchi possono essere visti in modo tenero e poetico e non con rammarico o addirittura con orrore. Si cambia e si evolve insieme, anche in questo senso. Occorre saper vedere il tempo che passa nella coppia come un arricchimento invece che una perdita: io ho il privilegio, se ti amo, di invecchiare con te.

Noi siamo sempre legati alla paura: paura di invecchiare, paura della morte, paura della perdita dell’oggetto amato… Scegliere di vivere gli aspetti positivi di tutte le fasi della vita e quindi anche di accettare le rughe proprie e dell’altro, è segno di aver trovato in sé equilibrio e maturità.

Passando gli anni aumenta la rigidità corporea e, nello stesso tempo, anche il nostro modo di pensare e di relazionarsi si irrigidisce: si perde parte della propria libertà mentale e ci si trincera dietro a schemi e a pregiudizi.

Anche nella relazione di coppia si tende a perdere la capacità di vedere realmente l’altro, con la mente sgombra da idee preconcette, finendo col darlo “per scontato”: invecchia il modo di guardare l’altro, si diventa più intransigenti, più intolleranti, non si ha la capacita di vedere quegli sprazzi di nuovo, di creatività, che ognuno di noi può avere in ogni momento.

Si associa l’altro soprattutto ad aspetti negativi suoi e parentali: ”Sei proprio come... stai diventando, assomigliando sempre di più a tua madre/tuo padre...”

Il problema non è quello di invecchiare, ma quello di invecchiare precocemente, sclerotizzando la relazione dentro questi schemi negativi, che inibiscono la capacità di rinnovamento, sempre presente all’interno di una relazione affettiva matura.

Il tempo può disegnare sul nostro viso rughe “che vanno in giù”, o rughe ridenti, “che vanno in sù”: le prime sono espressione di risentimenti, di amarezza accumulata, emozioni bloccate, di sofferenze che ci hanno segnato. Le seconde raccontano di una vita vissuta con passione ed entusiasmo, dove anche le esperienze dolorose sono state elaborate e si sono trasformate in saggezza.

Le rughe, nostre e del nostro partner, sono anche la “mappatura” della vita trascorsa insieme: imparare ad amarle significa valutare in modo positivo il significato e il valore delle esperienze condivise.
di F.Padrini
(26 FEBBRAIO 2003; Il Nuovo)




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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito