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La comprensione del linguaggio scritto


Leggiamo a sinistra
ma capiamo a destra
Cervello: gli emisferi e la comprensione del linguaggio scritto
DI ADRIANA ALBINI *

Il sistema scolastico è orientato principalmente allo sviluppo dell’emisfero sinistro, a scapito dell’educazione del destro, che, tra l’altro, invecchia prima, a svantaggio di creatività e intuizione.
Invece, un gioco di alternanza tra stimolo dell’emisfero destro e del sinistro è importante anche nello sviluppo della lettura, ed è una delle ultime novità della ricerca.
Imparare a leggere, se ci pensiamo, è un notevole impegno per il nostro organo pensante. Dapprima il cervello interpreta un’informazione visiva, utilizzando l’emisfero destro e la converte in un’informazione legata al linguaggio, situata nell’emisfero sinistro e infine opera una comprensione concettuale, utilizzando entrambi gli emisferi. Un bambino che impara a leggere all’inizio associa le parole con aspetti visivi, e predilige i libri illustrati.
Maturando nell’abilità di lettura, le lettere vengono riunite in gruppi sillabici, e poi gruppi di parole, dove i singoli caratteri passano inosservati. Ad esempio, provate a leggere velocemente con gli occhi il periodo: «Se strani sussurri s’inseguono di sera»: Se qualcuno vi chiedesse di rispondere d’acchito quante "s" sono contenute nella frase senza rileggerla ci sono buone possibilità che sbagliate la risposta. Il senso della frase infatti trascende la singola lettera.
Già nel 1864 il neurologo francese Paul Broca ipotizzò che la comprensione dei segni si attuasse tramite l’emisfero sinistro.
Nel 1925 lo scienziato Samuel Orten suggerì l’idea che il cervello nell’apprendimento della lettura all’inizio impegni la parte di cervello destra, ma poi debba "disattivarla" per favorire l’area fonetica e maturare nel processo, velocizzandolo. Ricerche successive si concentrarono invece sull’importanza dell’emisfero sinistro: la capacità di lettura sarebbe associata con lo sviluppo di diverse aree del cervello sinistro addette al ragionamento. Nessuno finora aveva però scientificamente provato quali aree del cervello entrano in gioco sequenzialmente durante l’apprendimento della lettura. Il gruppo di Guinevere Eden all’Università di Washington ha analizzato studenti tra i sei e i ventidue anni spiandone il cervello durante l’esercizio del leggere, tramite una particolare tecnica di risonanza magnetica, la fMRI; questo ha consentito di vedere quale parte del cervello venisse stimolata durante la lettura.
Lo studio, pubblicato in giugno su Nature Neuroscience, ha evidenziato che i bambini, nell’apprendimento dei primi rudimenti di lettura usano l’area destra del cervello, coinvolta nel riconoscimento della forma, mentre i ragazzi ingaggiano anche quella sinistra, che è associata alle capacità fonetiche. Più avanti si passa infine ad utilizzare un’ulteriore zona della parte sinistra adibita alla semantica, la scienza del significato. Questo processo di progressiva utilizzazione di aree diverse degli emisferi cerebrali consente al lettore di affidarsi più al concetto insito nel testo che al suo contesto visivo.
Se l’area di ricognizione visuale destra non viene disattivata col tempo, cosa che sembra verificarsi nella dislessia, possono crearsi delle situazioni di confusione, per l’eccessivo utilizzo di zone preposte al riconoscimento della forma.
Il lettore maturo non "vede" le parole intese come singole lettere, piuttosto le "sente" nel loro insieme e significato, compie un lettura di tipo fonetico. Di fatto leggere a voce alta aiuta l’apprendimento e la memoria.
Dunque se le donne usano in proporzione diversa emisfero destro e sinistro, leggeranno in modo diverso dagli uomini?
Il loro maggior impiego del cervello destro favorirà la parte dell’immaginazione? E’ possibile, chissà, forse questo spiegherebbe l’enorme numero di riviste femminili illustrate e ... la letteratura rosa. Sicuramente ci sono libri che vengono acquistati maggiormente da pubblico femminile che maschile, e viceversa, ma uno studio scientifico manca ancora.
* Direttore Laboratorio oncologia molecolare, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (IST), Genova
(pubblicato su La Repubblica il 12-6-2003)


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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito