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Che cosa è l'onoterapia?


“Asino chi legge”: quante volte i compagni di classe si sono presi gioco di noi con questa frase. Essere definiti “somari” è stato considerato da sempre uno tra gli insulti più brutti. Tuttavia l’animale fannullone, testardo, simbolo degli scolari scapestrati, vive un momento di gloria che potrebbe riabilitare la sua fama. È in voga l’onoterapia, una tecnica che aiuta i disabili e le persone con problemi di relazione e comportamento a rapportarsi col mondo esterno.

Sfruttando le caratteristiche fisiche e comportamentali dell’asino (di taglia ridotta, morbido da toccare ed accarezzare, paziente, lento nei movimenti ed incline alle andature monotone e controllate) questa tecnica offre preziosi servizi per la riabilitazione e la cura degli handicap ma anche a favore di quelle persone, in particolare bambini, che avvertono l'esigenza di superare problemi di relazione e socializzazione, attinenti alla sfera affettiva ed emozionale. È una tecnica recente ma molto efficace, che promette miglioramenti visibili già dopo le prime sedute.

In Italia sono ormai molti i centri che la praticano, ma il primo ad introdurla è stato “Asinomania”, situato a Introdacqua, in Abruzzo. Eugenio Milonis, psicoterapeuta direttore del centro, è stato il precursore della tecnica in Italia. Grazie alla sua fiducia nelle capacità dell’asino, oggi aiuta giovani e anziani a ritrovare l’equilibrio col mondo esterno. I suoi primi successi lo hanno reso noto a tal punto da far crescere in misura esponenziale le richieste da parte di medici, psicologi, insegnanti, terapisti ma anche soci di cooperative sociali, e volontari di centri per anziani e bambini disabili, per partecipare ai suoi corsi di aggiornamento. Sono già una trentina gli apprendisti seguiti all’interno di “Asinomania” che sperano di carpire tutti i trucchi di questa tecnica.

L’onoterapia fa parte della "pet therapy", una disciplina per la rieducazione motoria e affettiva che sfrutta il rapporto con gli animali come stimolo: dai cani ai gatti, cavalli, delfini e, solo da poco, anche somari. La tecnica si serve dell’introduzione graduale e sistematica degli animali selezionati ed addestrati nelle immediate vicinanze di un individuo, o di gruppi di individui, che hanno difficoltà a rapportarsi con la realtà esterna. Non tutti gli animali, però, sono funzionali alle varie terapie; l'asino, ad esempio, è particolarmente adatto nei programmi che hanno come obiettivo quello di curare i disturbi della personalità. Le sue caratteristiche peculiari, cioè l’intelligenza, la memoria, l’obbedienza, la pazienza, l’umiltà e la socievolezza lo rendono l’animale più adatto per questo scopo.

Il bambino o l’adulto sottoposti all’ “asino terapia” hanno l’opportunità di tirar fuori a pieno il loro potenziale; in particolare, serve a sviluppare la personalità, le attività cognitive, la mobilità, le funzioni della mano, il linguaggio e la comunicazione. È molto utile anche a rafforzare l’autostima attraverso un tipo di approccio rassicurante che consente di superare lo stress continuo della valutazione e del giudizio degli altri.

È stato registrato che la qualità più importante dell’opoterapia consiste nel favorire le esperienze che danno stimoli e motivazioni, incidendo su reazioni fisiologiche misurabili, offrendo un diverso polo di interesse utile a far crollare le barriere del non avvicinamento e della non comunicazione.
In molti si sono ricreduti davanti all’animale più denigrato della storia, la sua dolcezza lo rende amabile e facilmente addestrabile, inoltre si adatta bene alle esigenze del paziente. Grazie alla sua tranquillità i bambini possono sdraiarsi e sollevarsi dalla sua schiena e questo li aiuta ad acquistare sicurezza.

Pur non essendo ancora una disciplina riconosciuta dalla comunità scientifica, l’onoterapia, già diffusa negli Stati Uniti, in Francia e in Svizzera, sta riscuotendo numerose adesioni anche nel nostro paese. Molti centri di riabilitazione hanno cominciato da poco ad accoglierla nelle loro sedi, tra questi: la Società Idonea di Trento, che fa corsi di onoterapia e di conoscenza dell’asino, e l’Agedi (Associazione genitori di disabili) che in Calabria ha avviato il progetto Crisalidea, per dare un valido supporto all’attività di riabilitazione svolto dalle Asl. Il somaro si trasforma così da animale stupido e testardo a fonte di benessere e chissà che presto anche Pinocchio non sogni di ritornare “asinello”!
(Quitalia; 10-9-03)
















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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito