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G. bateson: forma, sostanza e differenza. commento


Nell'articolo "Forma, sostanza e differenza" Bateson esemplifica l'idea di mente come sistema cibernetico. Pensiamo a un cieco che usa un bastone per orientarsi. Dove comincia e dove finisce la mente del cieco? Il bastone ne fa parte oppure no? In effetti siamo noi a decidere dove tracciare le frontiere del sistema, a seconda del livello gerarchico che intendiamo prendere in esame.
Possiamo da qui sostenere che stabilire il punto di partenza di un'interazione è un atto arbitrario che dipende da quale livello gerarchico del sistema sottolineiamo. Definiamo, sulla base di convenzioni condivise, la punteggiatura delle sequenze di comunicazione che organizzano gli eventi comportamentali e determinano la natura di una relazione. Sistemi gerarchicamente superiori a un estremo arrivano a essere inclusi nella "Mente" immanente di Bateson; al contrario, più restringiamo il campo, più identifichiamo sottosistemi sempre più particolari, fino a considerare unicamente l'"io" dell'individuo.
Un terapeuta sistemico considera la famiglia come un sistema formato da sottosistemi e sè stesso come un elemento, parte di altri sistemi, che entra in quel sistema particolare e interagisce con esso, sulla base delle retroazioni che osserva. Parallelamente esistono sistemi "esterni" che includono la famiglia e fanno da cornice alla terapia.
La nostra realtà conoscitiva è essenzialmente una mappa di cui condividiamo con gli altri le regole di codificazione. Le differenze, ricavate dalla percezione attraverso un processo di scansione, sono ciò che può essere riportato sulla mappa e costituiscono la nostra fonte di informazione sul mondo, trasformandosi poi in idee e pregiudizi e, nel caso di un terapeuta sistemico, in una pluralità di ipotesi.
Le domande del terapeuta tenderanno a produrre comportamenti confrontabili, quindi differenze, tra i membri di una famiglia, portando allo scoperto le ridondanze, cioè la presenza di regolarità nelle interazioni che indicano l'esistenza di un modello familiare. Le domande del terapeuta hanno carattere circolare e indiretto ed evidenziano punti di vista differenti all'interno della famiglia rispetto a uno stesso fatto o comportamento, aprendo la possibilità di ridefinire i contesti in cui la famiglia si muove. Potremmo dire che il terapeuta rimodella in questo modo la mappa del funzionamento familiare, creandone insieme alla famiglia, sulla base delle retroazioni ricevute, una nuova più funzionale e adattiva.
Tuttavia non può esistere una spiegazione degli eventi che possa assurgere a verità assoluta, nè possono essere tenuti presenti simultaneamente dalla mente individuale gli infiniti fattori che, attraverso circuiti di retroazione, determinano la realtà. Le ipotesi sono stampelle che ci aiutano a fornire una direzione al cambiamento del sistema e vanno sostituite quando non si adattano più, perchè nel frattempo il sistema è mutato: esso non appare più lo stesso e anche a causa del nostro intervento.



scritto da
Antonio Armenia
www.terapiasistemica.it
Psicoterapia Familiare, di Coppia, Individuale
Mediazione Psicologo selezionatore
Albo Psicologi della Liguria n. 07/1022 P. IVA 01277560999
Studio Via Luccoli 22/5 scala destra 16123 Genova
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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito