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Autismo, la reelina sott’esame e si guarda all’effetto pesticidi - di antonio persico


Autismo, la reelina sott’esame e si guarda all’effetto pesticidi DI ANTONIO PERSICO*

E’ la malattia neuropsichiatrica dell’infanzia più frequente, che colpisce 1 bambino ogni 1000/2000 nati e più frequentemente i maschietti delle femminucce.
Stiamo parlando dell’autismo, quella patologia in cui il bambino dal punto di vista fisico si presenta a volte più bello degli altri ma che, intorno al primo anno e mezzo di vita, inizia a presentare comportamenti che lo porteranno intorno al terzoquarto anno alla diagnosi di autismo: appaiono molto distratti dal punto di vista del contatto visivo con le persone, non abbracciano la mamma anche da piccoli e crescendo mostrano una netta "avulsione" dal mondo esterno.
Normalmente sviluppano il linguaggio più tardi, a volte per nulla, e quasi sempre molto rudimentale. Spesso hanno compulsioni e comportamenti ripetitivi e usano giocattoli in maniera poco simbolica e in maniera diversa dall’uso comune.
Ma qualcosa nella ricerca si sta muovendo. E si tratta di scoperte tutte recentissime, alcune italiane.
Perché si diventa autistici: durante lo sviluppo embrionale le cellule che costituiranno il nostro organismo non si limitano a proliferare ma migrano da un punto ad un altro dell’embrione. Perché si abbia uno sviluppo armonico dunque, è necessaria una corretta proliferazione, in modo che il numero di cellule che si formano sia quello giusto. E, soprattutto, che queste vadano a posizionarsi al punto giusto.
Gli studi neuroanatomici fatti sui cervelli dei soggetti autistici mostrano un po’ dappertutto una non corretta migrazione. Quando poi il neonato diventa un adulto, si riscontrano nel cervello delle connessioni alterate, con cellule che non sono quelle appropriate.
Siamo quindi andati a studiare alcuni meccanismi importanti nella migrazione cellulare all’interno del sistema nervoso: uno di questi è quello mediato dalla reelina e da tutta la via biochimica connessa con questa proteina (sappiamo infatti che nel cervello non esistono proteine da sole ma che ogni proteina fa parte di una squadra). E’ tutta la squadra della reelina che, secondo la nostra ipotesi e secondo tutti i dati che abbiamo raccolto finora, in qualche modo può contribuire alla genesi del disturbo autistico.
Alcune alterazioni del Dna, che si possono riscontrare anche nella popolazione normale, rappresentano dei "fattori di vulnerabilità". I portatori di queste varianti genetiche, se nel corso dello sviluppo, in particolare nel primo trimestre di gravidanza, sono esposti ad una certa sostanza chimica oppure a determinati virus, o stress ambientali, possono sviluppare la malattia.
Test e controlli: alla luce di quanto abbiamo detto non è quindi ipotizzabile un test genetico. Non basta avere il gene "cattivo" ma è necessario che interagisca con fattori ambientali per sviluppare la malattia. Quindi potremmo trovare questi marker di predisposizione in soggetti che poi alla fine risulteranno sani e non trovarli in soggetti che poi alla fine risulteranno malati, come è successo in 1 delle 223 famiglie del nostro campione: i figli sani sono portatori dei fattori di vulnerabilità e i figli malati non lo sono.
I sospetti: il contatto nei primi mesi di gravidanza con gli organofosfati, ampiamente utilizzati in agricoltura come pesticidi. Dal 1983 è stato riportato un aumento della frequenza di autismo infantile molto notevole, da 25 casi ogni 10 mila nati ad 1 ogni 10002000 nati.
L’aumento potrebbe essere dovuto anche al fatto che prima si etichettavano come ritardati mentali molti casi di autismo.
Fa comunque riflettere che, più o meno con qualche anno di anticipo sull’esplosione dei casi di autismo, c’è stato un massiccio incremento dell’impiego dei pesticidi.
* Laboratorio di psichiatria molecolare neurogenetica, Università Campus Biomedico di Roma

(Data: 18 Luglio 2002)
(Fonte: La Repubblica)



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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito