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Difficoltà adolescenziali



In adolescenza sembra che i maschi si misurino solo con i fatti e che le ragazze siano padrone della fantasia e dei sogni, le ragazze che leggono i romanzi e le storie d’amore, che scrivono il diario, che annotano frasi.

Guardando solo la superficie dell’acqua, si può pensare che i due sessi abitino mondi lontani e che i maschi dimostrino il desiderio sessuale, facciano proposte per concretizzarlo, per un bisogno di identità biologica, ma in realtà devono anche rispondere ad un compito.
Spesso è un gioco delle parti con differenti visibilità: i maschi raccontano il cuore in altri luoghi e le ragazze si nutrono del desiderio che batte contro di loro, che le fa sentire meno fragili, più confermate contro le loro insicurezze.

Parlare con i ragazzi e le ragazze è come affacciarsi ad un mondo nascosto, come lasciarsi sorprendere da quello che vive sotto la superficie dell’acqua.
Il mondo segreto è reso ancora più nascosto dalla spregiudicatezza che oggi viene richiesta, da questo bisogno indotto di fare esperienze senza protezione, di essere aggressivi, che non trova mai una vera corrispondenza con quello che si anima dentro la testa e nel cuore.

I sognatori si trovano sia tra i ragazzi che tra le ragazze, le differenze sono rappresentate dalla necessità, proprio in questo periodo di passaggio, di essere sicuri della propria identità, di indossare un ruolo accettato socialmente.

Il desiderio di fare esperienze è giusto perché nasce dal bisogno di misurarsi con il sesso e con l’amore ed è questo che anima la ricerca di storie ed incontri.
Ma anche i sogni e le attese sono importanti, fanno parte del prepararsi a vivere le esperienze, costruiscono la dimensione personale.

La società degli adulti invece sembra spingere verso il fare, è come un rovesciamento dei vecchi divieti, un tentativo di dare nuove regole cattive.
In passato si poneva un blocco severo alla possibilità di sentire e capire le sensazioni, oggi si ruba il tempo suggerendo modelli da donne e da uomini a i bambini ed alle bambine della scuola elementare.

Questa generazione che era stata protetta dal progresso, a cui si era permesso di studiare e di crescere è spinta oggi ad essere adeguata a modelli di estetica e di comportamento da grandi ed è questo che bisogna contrastare.
La protezione è permettere una educazione sentimentale che deve nutrirsi di sogni e realtà, capace di costruire un linguaggio che maschi e femmine possano confrontare.
(pubblicato su Repubblica-Salute il 6-11-'03)


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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito