L'italia sul lettino dell'analista
L'ITALIA SUL LETTINO DELL'ANALISTA
"Sono sempre più quelli che scelgono la psicologia per risolvere i problemi dell'anima" di Francesca Procesi
Un lutto, un abbandono, la depressione, gli attacchi di panico o più semplicemente un senso di insoddisfazione. Sono tanti i motivi che possono portare un individuo, in un particolare momento della propria vita, a sentire il bisogno di comunicare ansie e problemi ad uno psicologo.
La medicina della mente, nata con Freud agli inizi del secolo scorso (il famosissimo saggio "L'interpretazione dei sogni" uscì per la prima volta nel 1900), è particolarmente amata dagli Italiani che non esitano a stendersi sul lettino per parlare di se stessi.
Non è soltanto una moda incoraggiata dai mass media - televisione e giornali in primis -, ma un campanello d'allarme dell'aumento di un generalizzato disagio sociale.
Certo è vero che non v'è fatto di cronaca che non venga commentato da psicologi e psichiatri, sempre più spesso ospiti di talk show e varietà.
Ed è vero anche che la produzione editoriale di libri su depressione, ansie, disagio degli adolescenti è ricca e varia, ma se i principi economici non sbagliano, dietro ad un'ampia offerta c'è un'ampia domanda e di questa domanda gli Italiani sono gli artefici.
Sono almeno 500mila i nostri connazionali che avrebbero bisogno del supporto di uno psicologo. Molti, però ci rinunciano perché le cure dallo strizza cervelli sono costose e soprattutto le sedute plurime e i tempi lunghissimi.
Per il momento questo tipo di cure è gratuito solo nei dipartimenti di salute mentale o in quelli di neuropsichiatria infantile e considerate le numerosissime richieste, le liste d'attesa sono davvero lunghe.
Per fronteggiare il problema recentemente è stata consegnata al presidente del Senato, Marcello Pera, una petizione firmata da 40mila persona per richiedere al Parlamento di approvare una legge che introduca le psicoterapie tra quelle cure rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale. Ma in attesa che il legislatore prenda in considerazione la proposta, molti Italiani si rivolgono ad Internet anche per cercare uno psicologo.
L'ordine professionale ne conta circa 37mila e molti di questi popolano le pagine web dedicate ai problemi della mente e i disagi dell'anima. Nel mondo virtuale di Internet, quindi, chi ha bisogno di aiuto può consultare un esperto in modo rapido, discreto ed a prezzi modici.
Ma perché oggi gli Italiani sentono questo grande bisogno di rivolgersi alla psicoterapia? A parte i disturbi gravi - depressione, crisi d'identità, anoressia, attacchi di panico, ecc. - gli Italiani soffrono soprattutto di "mal di vivere" perché la società e la cultura sono cambiate.
Ad inizio secolo, la famiglia era autoritaria, la repressione sociale era forte e la morale rigida. Oggi, invece, viviamo in una società libera ed individualista e le nostre famiglie sono aperte e permissive.
Mutamenti che ci hanno indotto a conoscere di più noi stessi, ad affermarci come individui. Nello stesso tempo la globalizzazione ci ha portato ad avvertire una sensazione di perdita della nostra identità e di paura nei confronti di tutto ciò che è diverso.
Nasce così quel senso di inquietudine generalizzato che, unito al fatto che oggi nelle istituzioni di base - famiglia, scuola, gruppo di amici - il dialogo manca sempre di più, ci porta dritti dritti sul lettino di uno psicologo pronto, taccuino alla mano, ad ascoltarci ed aiutarci.
(Fonte: Qui Italia)