Fertilità: un test per prevedere gli anni fecondi
Test ematici sviluppati da scienziati australiani hanno aperto un nuovo spiraglio nel campo della fecondazione.
Gli studiosi dell'Università di Adelaide (Repromed) assicurano che sarà possibile alle giovani donne prevedere l'età in cui non saranno più feconde.
Potendo 'misurare' la riserva di ormoni prodotti nelle ovaie si potrà eliminare la possibilità che una donna rinvii la maternità fino al capolinea biologico del suo sistema riproduttivo.
I test, descritti dal direttore di Repromed, prof. Robert Norman, ad un congresso sulla menopausa in corso a Hobart in Tasmania, sono stati provati su donne che si sottopongono a trattamento di fecondazione in vitro.
Le analisi del sangue misurano gli ormoni prodotti dalle ovaie, indicano il numero e la qualità degli ovuli, mentre gli scan ad ultrasuoni possono individuare il numero di ovuli sviluppati, o follicoli.
Prima di mettere i test in commercio, sottolinea Norman, l’affidabilità dei test dovrà essere migliorata. La scoperta rimane di importanza cruciale dal momento che chiedere alle donne di avere figli più presto non è un'opzione e neppure quella del congelamento degli ovuli, ancora in fase di sviluppo.
Norman ha poi spiegato che l'intero insieme di ovuli di una donna viene riversato nell'utero al decimo mese di gravidanza.
Il numero di ovuli si riduce gradualmente per processi naturali lungo l'arco della vita, ed il loro tasso di distruzione determina l'età in cui la donna entra in menopausa.
Un feto femminile ha circa cinque milioni di ovuli e una neonata ne possiede circa un milione. All'età di 31 in media gli ovuli si sono ridotti a 10 mila; a 40 anni ne restano un migliaio e cinque anni dopo il tasso di fecondità si avvicina a zero.
(11 NOVEMBRE 2003; il Nuovo)