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I regali che non si possono comprare





Che cosa vorrebbero davvero possedere i bambini tra i 3 e gli 11 anni?
L'Osservatorio dell'Immaginario, un centro di studi e di ricerca con base a Torino (dove è nato insieme a Stilema/Unoteatro) e "antenne" sparse in Italia lo ha chiesto a 1.100 di loro.
Con risultati almeno in parte sorprendenti.
Per il proprio compleanno, i piccoli che spesso non sanno più separare il nome proprio degli oggetti, ad esempio "bambola", dal nome dei marchi più noti, ad esempio "Barbie", vorrebbero anche molte cose "immateriali", sfidando così la fretta e la distrazione dei genitori.

"La parità tra questi due tipi di dono rappresenta forse il risultato più sconvolgente della ricerca - spiega Paola Mastrocola, autrice di commedie per ragazzi e di altri testi che le hanno fatto tra l'altro vincere il premio Calvino - Noi non cercavamo di indagare su come gli adulti fanno i regali ma piuttosto sul modo nel quale i bambini li ricevono. Nel gruppo che ho seguito personalmente, 89 bambini hanno chiesto cose che non si possono comprare: la guarigione del nonno, un fratellino, la pace tra i genitori.
Gli altri 83 hanno indicato oggetti, che hanno cambiato nome, è vero, ma non sono poi così diversi da quelli che avremmo chiesto noi un tempo: giochi e ancora giochi, qualche abito, strumenti per essere autonomi e fare sport, come una bici o uno skateboard".

Vale la pena, allora, di andare a frugare tra le risposte e i linguaggi dei piccoli intervistati. Per i bimbi dai 3 ai 5 anni spesso è la dimensione che fa la differenza: "Il gorilla piccolo non basta più, ne voglio uno più grande", oppure "Mi serve un dinosauro lungo". F., 5 anni, ha avuto quattro uova di Pasqua in regalo ma non riesce a ricordare che cosa c'era dentro; V., 6 anni, ha il papà che fa il sindaco e vorrebbe possedere il suo telefonino "che suona sempre"; M. di 4 anni fa una dettagliata descrizione degli oggetti da entomologo che vorrebbe e di come usarli.

Poi ci son i regali di "conquista", quelli che fanno crescere: nell'elenco, monopattini e biciclette, ma anche palloni e le vecchie, struggenti figurine.
Ci sono gli amici immaginari per chi è figlio unico o si sente comunque solo: "Mi serve un bambolotto che sappia dare calci e pugni".
E l'età adulta che irrompe: "Mamma mi dice sempre che sono vanitosa, quindi ho chiesto dei trucchi".
Per fortuna, insieme a doni da "impero del marketing" (che di importante hanno soprattutto il nome) c'è anche la fantasia di chi chiede "una scopa come quella di mamma, ma che possa volare" o "una capra che sappia cantare".

"Pensavo - confessa Francesco Antonioli, giornalista e padre di 4 figli, tra i conduttori della ricerca - che i bambini fossero più influenzati dalla pubblicità e meno attenti alla sfera affettiva, mentre invece sembra vero il contrario.
Il regalo di compleanno resta il loro preferito rispetto alla kermesse natalizia, la Befana è ancora molto importante, col suo 27%, mentre gli amici sono ormai al secondo posto, dopo i genitori, nella graduatoria della generosità".

Paolo Landi, direttore della pubblicità del gruppo Benetton, si consola con le risposte date dai bambini alla domanda "quando sei stato davvero felice?".
Non sono gli oggetti a farla da padrone, ma i momenti ("quando ho giocato a calcio con papà", "quando ero al mare", e perfino il disarmante "quando sono nato").
"Inventare tanti piccoli doni richiede tempo e fantasia - dice Landi - mentre per un genitore inadempiente è molto più facile comprarne uno enorme.
Pensiamoci, la prossima volta: meglio una piccola giostra di un grande luna park, come mi ha spiegato saggiamente la maestra di mia figlia".


(22 novembre 2003-La Repubblica)


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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito