Se l'anima soffre: la depressione
"SE L'ANIMA SOFFRE": la depressione
Troppo sottovalutata, spesso malcurata. Ma l'alleanza tra psicoterapia e farmaci ne fa una malattia curabile
di Emilio Sacchetti, Professore ordinario di psichiatria, Università degli studi di Brescia
La depressione è molto diffusa: colpisce nel corso della vita circa il 30 per cento della popolazione.
E' importante discriminare, però, tra depressione come malattia e la comune tristezza e infelicità: il depresso è incapace di reagire, mentre chi è semplicemente triste, per esempio per un lutto recente, riesce ad avere un recupero parziale di fronte all'affetto degli altri o a situazioni di sollievo.
Si distingue una forma grave (depressione maggiore) e una meno grave (distimia) ad andamento per lo più cronico.
La prima è caratterizzata da lunghi periodi di depressione intervallati ad altri con umore normale (unipolare) oppure intervallati a periodi di eccitamento ed euforia (bipolare).
L'andamento, comunque, è ciclico: un episodio depressivo dura in media, se non curato, 4-6 mesi. Il quadro è caratterizzato anzitutto da un abbassamento dell'umore: il malato è triste, privo di interessi, incapace di provare piacere e di fare progetti.
In genere ha disturbi dell'alimentazione, per lo più perdita d'appetito con conseguente calo di peso. Nel 25% dei casi, invece, tende ad abbuffarsi, di solito, di dolci o carboidrati.
Compaiono anche disturbi del sonno. Il depresso ha un sonno tormentato, con molti risvegli e, soprattutto, un risveglio anticipato di diverse ore rispetto a quello abituale.
Anche per la mancanza di un sonno ristoratore, chi è depresso è stanco, privo di energie, ha difficoltà di concentrazione e tende a perdersi in un bicchier d'acqua.
Altro sintomo è il calo dell'interesse sessuale dovuto, oltre che ad alterazioni ormonali, alla tendenza a chiudersi, a concentrarsi su se stesso. La depressione, se non curata, è legata a un alto rischio di suicidio: lo tenta fino al 20-30 % dei malati.
Le cure sono farmacologiche e di sostegno psicologico (psicoterapia). Le seconde funzionano da sole soltanto nelle forme più leggere, mentre sono di accompagnamento ai farmaci in quelle più gravi.
Ai vecchi antidepressivi triciclici si sono aggiunte di recente nuove molecole, che pur possedendo la medesima efficacia, hanno un maggior margine di sicurezza e tollerabilità: un grande vantaggio per una terapia di lunga durata (almeno 7-8 mesi) e destinata a persone poco motivate a curarsi.
Si tratta dei serotoninergici, o inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, e altri ancora più nuovi, gli inibitori della ricaptazione della noradrenalina (capostipite è la reboxetina).
Il vero obiettivo del futuro è migliorare la diagnosi. In Italia, infatti, troppo spesso il malato non si riconosce come tale, oppure non lo riconosce il medico.
E se anche viene diagnosticata, la depressione è spesso curata con farmaci sbagliati (ricostituenti, vitamine, benzodiazepine) o con i farmaci giusti ma con dosi troppo basse, e quindi senza effetto.
Un grave errore, visto che la depressione è una malattia quasi sempre curabile.
SE L'ANIMA SOFFRE
Umore triste
Incapacità di provare piacere nelle cose
Incapacità di fare progetti
Perdita di interessi
Disturbi alimentari (inappetenza o bulimia)
Disturbi del sonno (insonnia, risvegli precoci)
Stanchezza, affaticabilità
Difficoltà di concentrazione
Calo della libido
Pensieri di morte e di suicidio
(Fonte: Corriere salute)