Informativa sulla privacy - Scambio Link - Contatti

Se provi disgusto...



Quante volte capita di dire o pensare: mi disgusta, è disgustoso.
L’oggetto può essere una bistecca marcita, ma anche l’osteria televisiva del sabato sera o l’untuosità curiale del politico di turno.
Può anche accadere di scoprirsi una smorfia sul viso dopo aver visto la smorfia di disgusto di un altro.
Che accade nel cervello in queste situazioni accomunate dal medesimo sentimento?

Il quesito ha dato vita a uno studio interuniversitario italofrancese, coordinato dal neurofisiologo Giacomo Rizzolati dell’Università di Parma, noto per aver scoperto, nel 1992, nella corteccia premotoria, un gruppo di neuroni attivi durante l’osservazione attenta del gesto e\o dell’espressione facciale di un altro. Rizzolati e colleghi definirono questi neuroni, mirror, cioè specchio, per la loro capacità di far proprio, imitare e quindi riprodurre nel proprio cervello la sequenza motoria e l’emozione altrui.
Adesso, con questo lavoro pubblicato su Neuron, i ricercatori dimostrano che il meccanismo fondato sui neuroni specchio è attivato in automatico quando osserviamo facce disgustate. Dimostrano anche che il circuito nervoso, che si attiva quando proviamo disgusto e quando lo osserviamo, è sostanzialmente il medesimo, con il perno in un’area corticale chiamata insula.

L’esperimento ha coinvolto un gruppo di giovani maschi francesi, il cui cervello è stato monitorato dalla risonanza magnetica funzionale mentre vedevano facce disgustate o felici e il loro naso recepiva odori disgustosi o soavi.
Nel caso degli odori, si è visto che nell’amigdala, un’area cerebrale fondamentale per la registrazione degli segnali d’allarme, si attivano sempre le stesse aree, siano le sensazioni piacevoli o spiacevoli.
Nell’insula, invece, gli odori piacevoli attivano l’area posteriore e quelli disgustosi l’anteriore. Del resto, l’insula anteriore viene attivata anche dalla visione di facce disgustate, mentre l’amigdala, in questo caso, non viene coinvolta. I

l disgusto quindi, sia esso sotto forma di sensazione disgustosa sia sotto forma di registrazione dello stesso sentimento nella faccia di un altro, attiva l’insula anteriore.
Quest’area del nostro cervello, come mostra la figura, è sepolta all’interno della "scissura di Silvio", che divide tre lobi (il frontale, il temporale e il parietale) ed è, attualmente, particolarmente studiata, perché è una centrale di ricezione e decodificazione di stimoli dolorosi e piacevoli: qui arrivano i dolori lancinanti di una neuropatia, ma anche le carezze dell’amante o il tocco del massaggiatore.
Al tempo stesso, l’insula (isola in latino) è collegata, in uscita, al sistema neurovegetativo che innerva bocca, esofago, stomaco e l’insieme dell’apparato digerente.

La prima dimostrazione di quello che può accaderci quando l’insula viene sollecitata, l’ha fornita, quasi 40 anni fa, il neurochirurgo Wilder Penfield, a cui si devono molte delle nostre conoscenze sulle funzioni delle diverse aree cerebrali.
Nel 1955, la stimolazione elettrica da parte di Penfield dell’insula anteriore di una persona, sotto i ferri per un intervento al cervello, provocò nel paziente sensazioni intense di nausea, malessere e stimolo al vomito.
Nei mesi scorsi, analoghe sensazioni fisiche di disgusto a carico di bocca e gola sono state documentate in pazienti elettricamente stimolati nell’insula anteriore.
Infine, persone con lesioni chirurgiche nell’area dell’insula (es., per l’asportazione di un tumore) riducono notevolmente la capacità di disgustarsi.

Dall’insula parte quindi un meccanismo automatico di disgusto che coinvolge lo stomaco e può essere attivato da eventi diversi. Di qui la validità di certi detti popolari: "quello mi dà la nausea…".
D’ora in poi, invece che reagire con parolacce, potremmo signorilmente chiedere, alle varie fonti di disgusto, di non stimolarci troppo l’insula anteriore.


Username :
Password :
Recupera password

 Ultimi annunci Inseriti :
 Cerca :
Progetto Grafica e Programmazione Andrea Maiorana - Tutti i diritti riservati - Back link
Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito