Ansia da attentato
Otto consigli contro l’ansia da attentato
Il timore di prendere il treno o la metropolitana, l'ansia per la propria sicurezza e quella dei propri cari sono sempre più concreti, soprattutto per chi vive nelle grandi città.
Come convivere con la paura del terrorismo?
La paura è «una reazione normale - assicura Antonio Lo Iacono, presidente dell'Istituto europeo internazionale di psicologia dell'emergenza, che ha già avviato incontri nelle scuole - che può essere meglio controllata con alcuni piccoli "trucchi", come quello di condividere l'emozione, parlando con gli altri. O imparare a prendere contatto con il proprio respiro per rilassarsi».
Ecco i consigli anti-panico suggeriti dall’esperto:
1) Parlare con gli altri. Esprimere la tensione interna e «socializzare la paura» aiuta a non ingigantire le proprie sensazioni;
2) Avere attenzione per il proprio equilibrio e per tutti i «segnali» che minacciano di incrinarlo. Bisogna imparare ad «aiutarsi da soli» e a utilizzare meglio le proprie risorse interiori.
3) Entrare in contatto con il proprio respiro. Se l'ansia rischia di bloccarci è utile concentrarsi respiro, «ascoltarlo», spingendo il fiato in profondità. È un esercizio che rilassa immediatamente.
4) Informarsi. «È importante confrontarsi con la realtà dei fatti e non con i propri fantasmi». Vietato, invece, lasciarsi condizionare dall'ansia propria e da quella degli altri;
5) Riappropriarsi dei propri istinti. Urlare o tirare un calcio a un cuscino aiutano a librare la tensione interna che non è utile in casi di vero pericolo.
6) Mantenere fluidi i movimenti. Fare movimento fisico, oltre a scaricare la tensione, serve a essere più agili, e ciò ci rende più sicuri in caso di pericolo.
7) Fare «un gioco» con se stessi chiedendosi dove sono e cosa mi può accadere. È utile per uno «screening» dei pensieri positivi e negativi e per trovare soluzioni che ci fanno sentire più preparati al pericolo;
8) Essere vigili. Nei luoghi chiusi localizzare le porte di emergenza, visualizzare i dispositivi di sicurezza e le uscite.
28 marzo 2004 Il Tempo