Paralisi da incidente: si riaccende la speranza
PARALISI DA INCIDENTE: SI RIACCENDE LA SPERANZA
E’ in sperimentazione un microchip da inserire nel cervello
di Manuel Barrachìa Neuhof
L'idea l'ha avuta una società all’avanguardia che ha ottenuto dal ministero della salute degli Stati Uniti il permesso di sperimentare microchip da impiantare nel cervello di alcuni volontari, reduci da gravi lesioni alle vertebre con paralisi irreversibile.
La Cyberkinetics (così si chiama) sta lavorando al progetto e, come ha sottolineato uno dei titolari, il Professor Donoghue, il microchip dovrebbe decifrare gli input elettrici che vengono dal cervello, selezionarli per capire se sono indirizzati alle gambe o alle braccia e di conseguenza dare l'impulso ai muscoli interessati.
E’ necessario sapere che, quando si è vittime di un grave incidente dove vengono a lesionarsi irrimediabilmente le vertebre, si spegne la comunicazione tra il cervello ed i muscoli delle braccia o delle gambe. Il chip oggetto della ricerca si chiama BrainGate ed all'inizio era stato ideato con lo scopo di trovare il modo di sviluppare una connessione veloce tra il cervello di una persona quasi totalmente disabile e il suo computer; questo per fare in modo che quest’ultimo, interpretando l'attività cerebroelettrica, potesse ad esempio azionare l'aria condizionata o far accendere la tivù.
Dall’idea originaria lo sviluppo successivo è stato un progetto per interfacciare il computer direttamente ai muscoli. Per quanto riguarda invece la ricerca in Italia c'è da considerare un fatto positivo: è aumentata la quantità dei contributi e vari enti potranno così beneficiarne. Inoltre, c'è da ben sperare con la recente nascita del gruppo italiano di studio epidemiologico sulle lesioni midollari (Gisem), guidato dal dr. Marco Franceschini, che fornirà un database sugli attuali studi epidemiologici.
Vi è poi l'Unità Spinale dell'Azienda ospedaliera universitaria di Firenze, che nel nostro Paese rappresenta un po’ la punta di diamante della
ricerca sulle mielolesioni. Vi si effettuano studi sulla "rigenerazione " del sistema nervoso centrale, settore di ricerca medica che non è più considerata un vicolo cieco. Le speranze sono aumentate specialmente dopo che il trapianto di neuroni embrionali sotto ad una sezione spinale completa, in ratti adulti, ha permesso la totale riabilitazione della locomozione riflessiva in questi animali paraplegici.
In ballo non vi sono soltanto interessi economici ma speranze concrete: in un futuro non prossimo forse, ma neppure troppo lontano, l'uomo potrebbe addirittura sconfiggere l’incubo chiamato paraplegia. Le premesse ci sono: ad esempio nanotubi in titanio, che già imitano il meccanismo biochimico delle molecole del Dna fino quasi ad azzerare il rischio di rigetto, potranno dar vita a protesi interne controllate da apparecchi come il microchip BrainGate, che interpreterà gli impulsi elettrici del cervello.
E’ molto probabile che le cellule staminali possano poi riallacciare e rigenerare le connessioni nervose lesionate. Non sappiamo esattamente quali saranno i confini di tale applicazione della ricerca: sicuramente ci auguriamo che i futuri sviluppi positivi possano far tornare la voglia di sorridere a molti malati.
(pubblicato su Quitalia.it)