Maschio o femmina? spazio all’immaginazione!
Durante l’attesa, i futuri genitori si ritrovano a fantasticare sul bambino che nascerà: si tratta di un processo interiore molto importante, che permette loro di rivestire in modo progressivo il nuovo ruolo che li aspetta.
Attraverso l’immaginazione infatti la figura del figlio comincia a prendere forma, nella mente della madre e del padre, dando luogo a quello che la psicologa Silvia Vegetti Finzi chiama “bambino immaginario”: in questo modo, fantasticando sul bambino, la coppia prepara per lui non solo la culla e il corredino, ma soprattutto uno spazio mentale ed affettivo, nel quale poter accogliere il piccolo e farlo divenire parte della loro vita. E se la donna immaginerà un bambino ancora come parte di sè, indefinito, da cullare, coccolare e proteggere, il padre invece lo immaginerà più reale, un bambino già nato, con cui giocare e “fare” tante cose. In entrambi i casi, che riflettono la differenza tra uomo e donna nel vivere la gravidanza e le peculiarità del processo immaginativo maschile e femminile, l’importanza del “pensare” al bambino è enorme e benefica per l’adattamento alla nuova condizione di genitori.
Attualmente, attraverso l’ecografia, è ormai possibile conoscere molto del bambino: non soltanto se sarà maschio o femmina, ma anche come si muove, in quali posizioni preferisce stare, se sarà un bimbo grande oppure minuto…Sapere tutto questo, ed in particolare avere notizie sullo stato di salute del piccolo, rappresenta sicuramente un grande passo avanti per la scienza ed allo stesso tempo un modo per rassicurare i genitori che tutto stia procedendo per il meglio. Tuttavia pone inevitabilmente anche un limite ben definito al processo immaginativo dei genitori, impedendo alla loro fantasia di costruire dentro di sé un’immagine mentale del bambino aperta a tutte le possibilità, senza distinzione di sesso. E’ questo il motivo per cui alcune coppie preferiscono non conoscere in anticipo se nascerà un bimbo o una bimba, per continuare a nutrirlo di fantasie sempre mutevoli, ed in parte inconsce, che si riallacciano al loro passato ed ai loro desideri.
Altre coppie invece desiderano conoscere il più possibile del bambino che nascerà, per il bisogno, anch’esso legittimo e comprensibile, di contenere ansie e preoccupazioni oppure, nel caso di una preferenza molto forte per un maschio o una femmina, per dare tempo a se stessi di accettare la realtà.
In conclusione sta solo ai genitori, in base al loro bisogno di vivere la gravidanza sul piano più dell’immaginario oppure del reale, decidere di volta in volta se sapere il sesso del nascituro: la cosa più importante è che ci sia sempre uno spazio in cui chiedersi come sarà: razionale ed “impostato” come il padre ingegnere, eccentrico e geniale come la zia artista, sognatore e romantico come la mamma… Sono domande strane, spesso buffe, che però aiutano i genitori ad accogliere meglio il loro bambino, trasmettendogli, attraverso i loro desideri, il proprio augurio di vita.