Sindrome da rientro
Ormai ci siamo: la maggior parte dei vacanzieri è tornata a casa.
Alcuni si sono goduti rinfrescanti bagni al mare, altri hanno gioito della magnifica vista delle montagne, altri ancora hanno conosciuto luoghi e usanze di paesi stranieri.
Al di là del luogo in cui ognuno ha trascorso le ferie, c'è un elemento che accomuna tutti coloro che concludono le vacanze: la cosiddetta "sindrome da rientro" o "post-vacation blues" (blue in inglese significa tristezza).
Tale sindrome è caratterizzata da sintomi quali: irritabilità, stanchezza, disturbi del sonno, tachicardia, mal di testa, senso di stordimento, cali di attenzione.
Alcuni studiosi hanno stimato che soffre di stress da rientro oltre il 50% delle persone che riprende la propria attività lavorativa dopo un periodo di vacanza.
Questo disagio, se non comporta particolari impedimenti, può essere fisiologico in quanto è normale che l'organismo abbia bisogno di un po' di tempo per riabituarsi ai ritmi ed alle responsabilità della vita quotidiana. Quindi niente paura perché i sintomi spariscono in breve tempo.
È normale sentirsi tristi per aver lasciato il luogo di vacanza e per dover tornare alla routine quotidiana degli impegni lavorativi; ma c'è anche chi è sollevato all'idea di riprendere le vecchie abitudini.
Le persone che hanno tale atteggiamento ritrovano sicurezza nel loro ambiente (casa, lavoro, amici, ecc.) e si rilassano solo dopo essere tornate dalle vacanze; anzi sono rassicurate dal fatto che nulla è cambiato nella loro vita.
Spesso hanno la sensazione di non fare il proprio "dovere" stando via troppo tempo dal lavoro ed accettano con difficoltà l'idea di essere sostituite da qualcuno o di dover delegare il loro lavoro ad un collega.
Nel caso in cui non si faccia parte delle persone che accettano con piacere di tornare al lavoro, per evitare lo stress da rientro è sufficiente adottare qualche semplice accorgimento: le indicazioni utili sono sia di tipo psicologico che fisico.
Da un punto di vista psicologico è importante:
- prepararsi con anticipo al cambiamento che si dovrà affrontare in modo da renderlo progressivo e non troppo traumatico;
- organizzarsi in modo tale da non dover andare al lavoro il giorno successivo al rientro;
- tornare alla vita di tutti i giorni in modo graduale ponendosi obiettivi semplici e rimandando ai giorni successivi gli impegni più gravosi;
- scrivere una lista delle cose che creano angoscia e preoccupazione per il rientro: è un modo per concretizzarle ed affrontarle meglio;
- continuare a praticare un eventuale hobby che si è iniziato durante le vacanze: renderà il distacco meno traumatico e la vita quotidiana più piacevole.
Da un punto di vista fisico è bene invece:
- cercare di riposarsi cercando momenti di relax durante gli ultimi giorni di vacanza prima del ritorno a casa;
- curare l'alimentazione che deve essere regolare e bilanciata;
- evitare di combattere le fasi di basso tono dell'umore con alcol e fumo;
- dormire le necessarie ore di sonno;
- continuare a svolgere attività all'aria aperta, infatti l'attività fisica produce endorfine e la luce solare migliora il tono dell'umore.
È necessario in ogni modo tenere presente che la reazione sia fisica che psicologica al rientro post-vacanziero dipenderà sia da caratteristiche personali che dal tipo di lavoro che si svolge.
Da un punto di vista personale ciascuno di noi sviluppa tecniche per fronteggiare lo stress, definite strategie di coping, che comprendono risorse personali, organizzative ed interpersonali.
Per coloro che hanno sviluppato maggiormente tali strategie sarà più facile applicare i consigli sopracitati.
Da un punto di vista prettamente lavorativo, è chiaro che un'attività più gratificante e appagante produrrà minore stress rispetto a chi rientra per lavorare come dipendente senza particolari stimoli.
In tutti i casi sarà fondamentale cercare un elemento gratificante e motivante per vivere più serenamente la ripresa della routine quotidiana e della propria attività lavorativa.
Elisabetta Rotriquenz (tiscali.it)