Cosa succede in un gruppo per la preoccupazione?
Tutti insieme lavorano sulle preoccupazioni che si incontrano nei rapporti relazionali con gli altri e con se stessi.
Le preoccupazioni molto spesso sono frutto diun messaggio che si eredita dal passato e che porta ad avere sfiducia nelle proprie possibilità di riuscita.
Spesso chi è preoccupato, che si tratti dell'ambito lavorativo, così come quello affettivo è sempre in uno stato di allerta e angoscia.
Vive con ansia ogni tipo di cambiamento e contemporaneamente non è soddisfatto della propria esistenza.
Il lavoro mira a confrontarsi con gli aspetti di paura e rabbia che sono irrisolti e che costituiscono la principale fonte di incomprensione delle proprie angosce .
Le motivazioni che portano a partecipare ad un gruppo di Riflessione emotivo sulla preoccupazione hanno alla base le più disparate motivazioni: c’è chi sente di dover rimettere ordine nella propria vita affettiva e sentimentale o chi si sente bloccato nel proprio sviluppo professionale.
Il lavoro di Gruppo diventa quindi il luogo e lo strumento per integrare i bisogni più intimi con la fiducia in se stessi, analizzando dal vivo le proprie emozioni e le proprie fantasie relazionali.
Per poter migliorare la qualità della propria vita.
Questo permette ad ognuno di comprendere, attraverso il confronto paritario, il proprio modo di creare le relazioni con gli altri.
La particolarità di questo tipo di gruppi sta nel fatto che non si lavora per guarire o eliminare un sintomo, o, perfino, correggere un qualche comportamento non adeguato.
Il gruppo lavora per sviluppare le capacità di dare valore alla convivenza e alla riflessione sulle emozioni.
Si tratta di stare dentro. Non dentro se stessi alienati dal mondo, ma dentro le relazioni, dentro rapporti di condivisione. È questo che permette l’eplorazione.
Sentire le storie di altri e condividere le proprie permette di accrescere la consapevolezza di se stessi e dei propri riferimenti.
La preoccupazione si mostrerà non più come nemico da sconfiggere ma come un segnale importante da ascoltare.
Il gruppo inoltre impara che non ci sono errori, ma possibilità di apprendimento e di scelta. E nel gruppo emergono fantasie che, se analizzate, possono essere una guida importante alla comprensione.
Il cambio di visuale nel percorso del GRUPPO porta ad una nuova consapevolezza: la storia del partecipante è sempre la stessa; quello che muta è la chiave di lettura, è il modo in cui la persona “dà un nuovo posto” alle categorie utilizzate per sperimentare se stesso.
Francesco, dopo un percorso di gruppo sulla preoccupazione raccontava “Quando sono venuto qua, pensavo che fossero sempre gli altri strani, magari egoisti o