Vogliamo scuole più belle
Le mamme italiane: "Vogliamo scuole più belle"
L'appello al ministro Moratti dal Raduno delle Mamme di Riccione: 9 edifici su 10 sono grigi e spenti, quando ai bambini servono luci e colori. E gli esperti consigliano un colore per ogni età.
RIMINI - Le mamme italiane chiedono, con un appello rivolto direttamente dal Raduno delle Mamme di Riccione al ministro Moratti, scuole "più belle" per i loro figli.
Nove edifici su dieci, sostengono, sono infatti grigi e spenti quando il cervello dei ragazzi, nel momento dello sviluppo, avrebbe bisogno invece soprattutto di luce e colori.
Nove scuole su dieci, e a volte anche le case, hanno ''materiali e colori completamente sbagliati, che rischiano di far sentire i loro effetti sulla crescita dei bambini''.
Materiali non adatti ma anche, avvertono gli esperti, ''illuminazione sbagliata, mobili fuori misura e colori completamente inadeguati: le scuole, ma anche le stesse case ignorano le esigenze, i bisogni e le più basilari regole in tema di abitabilità e di buon vivere. E a rimetterci sono soprattutto i più piccoli''.
La manifestazione, ideata e organizzata da Meta Comunicazione e Mamma.it, si è aperta sabato e proseguirà fino al 15 giugno.
L'appello al ministro è di ''approfittare della chiusura estiva per rendere le scuole italiane più adatte ai bambini e ai giovani''.
''Troppo spesso - sottolinea Monica Cristina Gallo, progettista di interni ecologici e autrice di libri sul tema - viene sottovalutata l'importanza dei colori, della luce e dei materiali, dimenticandosi che soprattutto nell'età dello sviluppo errori in questo campo possono portare a problemi e addirittura a disturbi nella crescita''.
Dal Raduno delle Mamme arrivano anche le regole per scegliere i colori più adatti per le stanze dei bambini, che devono cambiare a seconda dell'età: azzurro e verde tenui da 0 a 24 mesi e poi il giallo per stimolare la crescita e la creatività del bambino.
A scuola no a grigio e beige, e i mobili devono rispettare la crescita dei piccoli e privilegiare il contatto con materiali naturali.
Un colore per ogni età quindi e ogni due anni cambiare il colore della stanza dei bambini: sarebbero le regole principali da rispettare.
L'azzurro e il celeste, e in generale i colori tenui, vanno benissimo per i più piccoli, soprattutto tra gli 0 e i 24 mesi, perché aiutano il riposo e il relax, fondamentali nella prima fase dello sviluppo.
Oltre a scegliere colori completamente naturali, gli esperti consigliano di diluire nella tinteggiatura anche qualche goccia di olio essenziale, anch'esso d'aiuto al riposo dei più piccoli.
Al compimento del secondo anno d'età i colori dovrebbero invece cambiare. Il giallo acceso sembra essere il più adatto: favorisce la creatività e risulta essere uno dei colori più stimolanti.
Ma non basta, è anche il colore che riesce a evidenziare al meglio la luce naturale. In questa fase, si potrebbe lasciare la parete vicino al letto dipinta con un colore più tenue.
Con l'inizio della scuola, quando ai giochi si affiancano i libri di testo, continua ad andare bene il giallo, anche se magari un po' meno acceso.
''Il nostro cervello si nutre di luce - sottolinea Raffaele Morelli, psichiatra e direttore di Riza Psicosomatica - e in tenera età, oltre a tutta la fase dello sviluppo, il rapporto con la luce è fondamentale.
Non solo stimola la produzione di sostanze fondamentali per la crescita e per la salute, ma aiuta anche una crescita equilibrata.
Basti pensare ai problemi nell'umore, ma anche nella psiche che si riscontrano nei paesi nordici, dove si vive per la maggior parte dell'anno senza luce naturale''.
Criticato anche ''l'affollamento'' tecnologico che si trova sempre di più nelle stanze dei bambini, che crescendo si trovano a avere nella stanza dove dormono, televisore, computer, telefono e altri oggetti le cui emissioni possono disturbare il riposo.
Ma a essere sotto accusa, ripetono gli esperti del Raduno, sono soprattutto le scuole italiane. Colori e materiali sbagliati limitano creatività e apprendimento.
Il grigio degli edifici scolastici rende letteralmente traumatico l'ingresso in classe, per non parlare del beige che caratterizza gli interni delle scuole della penisola, abbinato a un'illuminazione inadatta e addirittura insufficiente, mette a rischio l'apprendimento e limita la creatività, oltre a causare un eccessivo affaticamento per la vista dei bambini.
''I bambini - continua Monica Cristina Gallo - sono una realtà in continua evoluzione, ed è per questo che gli stimoli che ricevono dagli ambienti che li circondano sono fondamentali per garantire una crescita serena e corretta.
Le luci delle classi, ma anche gli stessi materiali usati per i banchi e per le sedie sono assolutamente sbagliati, i bambini stanno troppo tempo a contatto con la plastica, mentre è fondamentale che siano circondati da materiali naturali''.
Anche le aule dovrebbero rispettare i colori più adatti, come il giallo tenue, al fine di facilitare la concentrazione e di stimolare la creatività.
No assolutamente alle luci ai neon che stancano la vista e rendono gli ambienti freddi e distanti, e, per le zone di passaggio privilegiare colori accesi e tinte forti come il blu, in grado di trasformare gli ambienti scolastici in luoghi piacevoli.
A essere ''parzialmente'' promossi solo gli asili nido: colorati e a misura di bambino, ma anche per questi un consiglio, adottare colori tenui e rilassanti per mensa, bagni e soprattutto la zona dedicata al riposo''.
(Data: 9 Giugno 2002)
(Fonte: il Nuovo)