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Sentirsi bocciati


SENTIRSI BOCCIATI di Vittorino Andreoli
Molti genitori considerano il risultato scolastico dei figli una questione personale, attribuendogli un significato che non ha. E il fallimento di una ragazzo diventa il loro fallimento.


In Inghilterra una coppia di genitori ha ricevuto una multa di 6500 euro perché uno dei loro cinque figli non frequentava la scuola con regolarità.
Un mese prima una mamma è stata condannata condannata a due settimane di prigione per lo stesso motivo.
Provvedimenti che hanno aperto molte polemiche.In realtà non si tratta affatto di decisioni scandalose. Qualunque adulto dovrebbe sapere che la scuola dell'obbligo è importante.
In Gran Bretagna è stato il primo ministro Blair a invitare alla tolleranza zero, dopo aver letto una statistica secondaria cui molti padri e madri sanno bene, in realtà, che i figli a scuola non ci vanno.
In Italia la legge non è diversa: anzi, prevede persino la perdita dell'esercizio della patria potestà. Ma da noi non viene applicata: se lo fosse, finirebbe in galera il dieci per cento dei genitori. Questa,infatti, è la percentuale della dispersione scolastica nel nostro Paese.
Un fenomeno che convive con il suo opposto: quello dei genitori che, in questi giorni di fine anno scolastico, si sentono in colpa di fronte ad eventuali bocciature dei ragazzi.
In realtà la responsabilità di padri e madri riguardo al rendimento scolastico di uno studente è relativa, ma nella nostra società ciò che fanno i figli viene sempre collegato in qualche modo, ai genitori. E viceversa.
Ci sono famiglie che frequentano per generazioni lo stesso liceo: più o meno consapevolmente, da loro gli insegnanti si aspettano sempre lo stesso rendimento, bravi i figli dei bravi, somari i figli dei somari. Verso i presunti bravi si è, in genere, meglio disposti.
In fondo la nostra società non è poi così individualista: la famiglia ha un peso. Ed esiste un'identità familiare. Per questo il rendimento scolastico e il comportamento di una persona in generale vengono considerati anche un segno della qualità della famiglia.
Sopravvalutandone l'importanzaa, perchè gli adolescenti, sopratutto oggi, sono influenzati da mille altri fattori.
Ad alcuni di loro non importa niente della bocciatura, e si capisce da come si comportano durante l'anno: non studiano, non sono per niente preoccupati.
Però temono le reazioni dei genitori e se dopo essere stati respinti compiono gesti eclatant, come una fuga da casa, lo fanno spesso spinti proprio da questa paura.
Un risultato negativo nel curriculum, invece, non significa un fallimento nella vita.
E' un episodio: Indica solo che in quel momento uno studente non era abbastanza preparato, su determinate materie.
Gli esempi di scienziati e personaggi d'eccezione bocciati a scuola abbondano ma continua a persistere l'equivalenza "bocciatura a scuola, bocciatura nella vita".
D'altra parte la scuola non è necessariamente un test d'intelligenza.
Lo scarso rendimento di un ragazzo può dipendere da crisi adolescenziali, innamoramenti, disagio psicologico.
Insomma la bocciatura non dovrebbe essere considerata una sentenza, ma un'occasione per capire cosa non ha funzionato.
E se per i genitori è una sorpresa, significa che forse il loro rapporto con gli insegnanti non è stato impostato correttamente durante l'anno.
La scuola dovrebbe essere un incontro di tre componenti: docenti, allievi, famiglie.
In realtà spesso non è così, i genitori parlano con i professori solo per questioni molto concrete: gli darà 5, 6 o 7 ?
E in genere si rifiutano di rispondere a domande sul carattere dei ragazzi, sul loro comportamento a casa, come se le considerassero un'invasione di campo.
Rifiutando una collaborazioneche potrebbe aiutarli a capire di più i loro figli. Compresi quelli che a scuola vanno bene.

(Data: 15 giugno 2002)
(Fonte: Io Donna del Corriere della sera)




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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito