La prima volta
"La prima volta" intervista di Cristina Barlera
Secondo una indagine, condotta in più Paesi, i ragazzi italiani hanno mediamente la prima esperienza sessuale a 17 anni e mezzo: un’età più bassa rispetto alla media europea di 18 anni circa, ma più alta rispetto ai ragazzi americani, che cominciano poco dopo i 16 anni.
«Questo però significa che qualcuno a 14 anni a già avuto la prima esperienza, e che altri l'avranno ben dopo i 17 anni, con una enorme disparità di conoscenze e difficoltà» sottolinea Vincenzo De Sanctis, direttore della Divisione di pediatria e adolescentologia dell’Università di Ferrara presso l'Arcispedale S. Anna.
Asl e scuole: mentre uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto intervistando oltre 4.000 ragazzi tra i 14 e i 15 anni (maschi e femmine) in 24 scuole inglesi dimostra il ruolo centrale della scuola nell'informazione in tema di educazione sessuale, in Italia non esiste ancora una normativa sull’educazione sessuale e tutto è lasciato alla libera iniziativa delle singole Asl e scuole.
«Gli adolescenti, da un lato sono bombardati da messaggi dei media che parlano continuamente di corpo e sessualità, di cui sono però spettatori passivi; dall'altro, hanno grandi difficoltà nell'instaurare un dialogo con chi potrebbe dar loro delle risposte, gli adulti» osserva , responsabile del Servizio famiglia, infanzia, età evolutiva dell'Asl Città di Milano (che ha avviato un programma di collaborazione per l’educazione sessuale con più di 100 scuole del capoluogo lombardo, dalle elementari alle superiori).
Infatti, come osserva il professor De Sanctis: «Da una indagine svolta qualche anno fa, risulta che per la maggior parte dei nostri ragazzi i primi interlocutori sulla sessualità sono gli amici, seguiti dal fratello o dalla sorella maggiore, e solo da ultimo da mamme, insegnanti e medici. Con il grosso rischio che le informazioni siano scorrette o parziali».
Dubbi e pregiudizi: «Quanto ai contraccettivi, c'è molta disinformazione, a cui si aggiungono fobie, pregiudizi» rivela Anna Sampaolo dell'AIED, l'Associazione Italiana Educazione Demografica. «Tra i ragazzi, c'è una diffusa resistenza a utilizzarli, per la convinzione che facciano perdere spontaneità. Molti sono convinti che il profilattico rischi continuamente di rompersi, che i primi rapporti non siano a rischio, che sia pericoloso solo il quattordicesimo giorno dopo le mestruazioni, e tutti appaiono terrorizzati al pensiero di parlare al medico».
«La contraccezione di emergenza, poi, è vista come se fosse la panacea di tutti i problemi legati al sesso: ma molti ragazzi in realtà non sanno bene che cos'è, come funziona, come fare per averla.
Sta a noi educatori presentarla per quello che è, con i rischi che comporta» dice Sampaolo.
E non ci sono solo le gravidanze indesiderate, ma, ricorda De Sanctis: «anche le malattie a trasmissione sessuale.
Sono due aspetti che vengono confusi : molti credono che tutti i contraccettivi proteggano da virus e batteri trasmissibili sessualmente, per cui bisogna spiegare che solo il preservativo ha questa proprietà».
(Fonte: Il Corriere della Sera)
(Data: 21 luglio 2002)