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Disturbo ossessivo-compulsivo e credenti scupolosi


Disturbo ossessivo-compulsivo e credenti scupolosi

Il disturbo ossessivo-compulsivo ha una frequenza maggiore presso i credenti praticanti: è questo il dato che emerge in una ricerca effettuata da un gruppo guidato dal Prof. Claudio Sica presso l'Università di Parma.
Lo studio ha evidenziato inoltre che atei o credenti poco osservanti o anche religiosi meno scrupolosi sono meno affetti da questa patologia.
I primi presenterebbero sintomi quali tic e manie e sarebbero particolarmente attenti al rispetto continuo dell'ordine, della pulizia dell'orario.
Per quanto ancora si stia ancora studiando intorno al dato emerso, una delle ipotesi potrebbe essere che l'osservanza scrupolosa di rituali e regole, lungi dall'essere la manifestazione di una profonda religiosità, sarebbe semplicemente l'espressione sintomatica della patologia psichica.
L'ansia, che accompagna la nevrosi ossessiva-compulsiva e quindi presente nella popolazione oggetto della ricerca, sarebbe "controllata" anche attraverso la precisa osservanza delle regole legate al culto.
(Data: maggio 2002)


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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito