Depressione, rischi per le casalinghe
"Depressione, rischi per le casalinghe"
Non sono i professionisti e i laureati a soffrire del disturbo, quanto piuttosto le donne e gli anziani con un titolo di studio basso. Colpito il centro nord.
Donna e soprattutto casalinga. Ecco le caratteristiche della depressione in Italia. La malattia, infatti, colpisce una donna su cinque, in prevalenza casalinghe. Subito dopo, gli anziani.
La fotografia sul pianeta della depressione in Italia arriva da un'indagine dell'Associazione italiana di psicogeriatria, che ha studiato il fenomeno nei 120 Centri specialistici pubblici e privati su un totale di 1.250 pazienti.
I meno depressi sono i laureati, i professionisti e gli artigiani. Il disturbo è diffuso tra coloro che hanno un titolo di studio ''basso'': licenza elementare, il titolo di scuola media inferiore e superiore. Solo in coda ci sono i laureati.
L'età media è di 59 anni, la fascia più interessata è quella tra i 45 e i 65 anni.
Prendendo in esame le professioni, secondo l'indagine sono in testa le casalinghe (39,4%), seguite dai pensionati (14,5%), dagli impiegati (12,15) e operai (10,3%). Agli ultimi posti i professionisti (3,3%) e gli artgiani (2,4%).
Più di una donna su due è depressa: la percentuale passa infatti dal 20% al 55%, mentre negli uomini salta dal 12% al 30%.
Dipende, dice Marco Trabucchi, docente di Neuropsicofarmacologia all'università Tor Vergata ''dalla difficoltà ad adattarsi ad una nuova condizione di vita, dalla solitudine e dalla perdita di ruolo, anche nell'anziano''.
Dall'indagine emerge che passano in media 263,57 giorni, circa nove mesi, dal momento in cui il paziente ha un primo sintomo della depressione al momento in cui chiede aiuto.
In compenso le diagnosi sono più precoci, i Centri più qualificati e le nuove sostanze, in particolare la reboxetina, unitamente al supporto psicologico, ''riescono a dare al paziente la carica vitale necessaria per affrontare positivamene la vita di relazione che altrimenti non riesce a trovare in sè''.
Tra i farmaci, ha aggiunto, la reboxetina, in particolare, ''si e' dimostrata efficace quanto gli altri sia per il controllo dei sintomi depressivi sia per il miglioramento del benessere psicologico e della qualita' della vita''.
''Nell'800 era l'isteria la malattia del secolo, oggi e' la depressione'', ha detto Carlo Caltagirone, docente di neurologia a Tor Vergata aggiungendo che ''è anche la cultura che crea frustrazioni e pone ideali di vita e modelli di successo non sempre raggiungibili''.
Inoltre ''c'è un intreccio tra malattie neurologiche e depressione: il 40% di queste si accompagna infatti alla depressione'', la quale, ha spiegato, ''ha una matrice sia biologica che psicologica. E' la conseguenza degli eventi della vita ma è anche il risultato dell'alterazione al livello del sistema dei neurotrasmettitori''.
Nella carta geografica sono le donne marchigiane che presentano la più alta incidenza (90%), mentre l'indice più basso si registra tra le donne toscane (63,6%).
Le casalinghe più depresse sono in Umbria (64,7%), il Friuli Venezia Giulia conta il maggior numero di pensionati depressi (53,3%), di impiegati il Piemonte (25,6%), di operai in Toscana (27,3%), di artigiani nelle Marche (10%). Il piu' alto indice di professionisti depressi è in Piemonte (11,6%), alla Calabria il primato degli insegnanti (29,4%). In Sicilia vive il maggior numero di depressi senza alcun titolo di studio.
(Data: 14 giugno 2002)
(Fonte: Il Nuovo)