Cefalea, piu' di meta' delle donne ne soffrono
CEFALEA, PIU' DI META' DELLE DONNE NE SOFFRONO.
Il 56 per cento tra i 25 e i 34 anni sono colpite dal mal di testa cronico. Tra le cause, oltre alla maggior predisposizione rispetto agli uomini, il gravoso carico di lavoro tra ufficio e casa.
di Marisa de Moliner
Il lavoro nobilita l'uomo. E fa venire il mal di testa alle donne. Soprattutto a chi, con un grado d'istruzione superiore, ha tra i 25 ed i 34 anni. Questo è il quadro tratteggiato dalla ricerca, commissionata dalla Bayer alla Inra Demoskopea, presentata oggi a Milano.
Le interviste non lasciano dubbi: la cefalea è un disturbo prevalentemente femminile. Ne soffre, infatti, il 56 per cento delle donne contro il 33 per cento degli uomini.
Ma quali sono le cause che scatenano il cerchio alla testa? Le intervistate ne lamentano di ambientali, come l'illuminazione e la temperatura.
Nella maggior parte dei casi la responsabilità viene attribuita a fattori emotivi: il 35 per cento alle responsabilità eccessive, il 33 per cento ai forti livelli di competizione e il 27 per cento agli sforzi per ottenere risultati difficili.
Questo sembra essere il rovescio della medaglia delle conquiste fatte dalle donne nel mondo lavorativo.
"Il loro percorso di crescita professionale - spiega la psicologa Marzia Terragni - ha portato l'universo femminile a ricoprire ruoli di maggiore responsabilità.
Secondo i dati ISTAT la quota delle dirigenti dal 1993 al 99 è aumentato dal 27 al 32 per cento. Se da un lato può rappresentare un trend positivo, dall'altro i percorsi femminili diventano più complessi e difficili da gestire.
La crescente partecipazione al mercato del lavoro non ha modificato, infatti, la distribuzione dei compiti familiari. Le donne ricoprono molteplici mansioni ma con un consistente ammontare del lavoro quotidiano".
Far fronte alle esigenze dei figli, badare alla casa ed essere efficienti in ufficio è una situazione decisamente stressante che può portare dritto alla cefalea cronica. Un disturbo che non guasta solo la giornata.
"La cefalea può arrivare a rovinare la carriera - sottolinea Virgilio Gallai, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell'università di Perugia - la qualità di vita è fortemente limitata da un lato dal dolore e dall'altro dalla paura di avere un attacco. Una condizione che porta a limitare i rapporti sociali e gli impegni importanti per il futuro".
"L'errore più comune che viene commesso un questi casi è l'automedicazione sbagliata, non proveniente da una diagnosi corretta. Usualmente il paziente assume farmaci su consiglio di parenti o amici, ritenendo che tutte le cefalee siano uguali, pensando che se il medicinale ha funzionato su altri funzioni anche su se stessi" spiega Gallai, che è anche ex presidente della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.
E la ricerca dell'Inra Demoskopea sembra confermare le affermazioni di Gallai. Il 52 per cento delle intervistate si cura con farmaci da banco acquistati senza ricetta e solo il 19 per cento si fa prescrivere un medicinale dal medico. Il 9 per cento si affida ai rimedi naturali, il 3 per cento ricorre alla medicina alternativa, il 17 per cento infine non cura la cefalea.
Le donne che utilizzano i farmaci non li assumono all'insorgere del mal di testa, ma aspettano che evolva. Solo il 35 per cento è tempestivo, battuto dal 41 per cento degli uomini che dimostra di saperla gestire meglio. O chissà forse sopporta meno il dolore?
(Data: 5 Luglio 2002)
(Fonte: Il Nuovo)