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Notti in-sogni


NOTTI IN-SOGNI
Gli psicologi italiani svelano i misteri del mondo onirico
di Lucia Ghebreghiorges
Accade di svegliarsi la mattina e di sentirsi ancora in un labirinto senza uscita o in un meraviglioso castello in cima ad una collina. La giornata trascorre, ma di tanto in tanto quelle immagini ritornano alla mente. Non riusciamo ad interpretarle; nella realtà non frequentiamo labirinti e neppure castelli. Eppure quelle immagini, lo sappiamo bene, nascondono significati precisi: in esse, sottoforma di simboli, vivono i nostri più intimi desideri e le nostre paure più profonde. Si tratta dei nostri sogni, che nascono nel momento di completo abbandono del corpo e della mente: la cosiddetta fase “Rem” del sonno.

Oggi sono gli psicologi italiani a fare un po’ di luce e a rispondere agli interrogativi che da sempre ci poniamo riguardo al mondo onirico: “perché sogniamo? Perche’ alcuni di noi sognano di più ed altri di meno?” Oppure, “perché lo stesso sogno varia di significato da persona a persona?”

Un tentativo di chiarificazione ci viene dato dal dott. Alessandro Oldani, del Centro per disturbi del sonno all’Ospedale S. Raffaele di Milano. Secondo Oldani durante il sonno si raggiungono diverse fasi Rem, che in media durano circa 20 minuti ognuna. “La molteplicità di queste fasi e quindi la molteplicità di sogni” -spiega- “dipende dalle ore di sonno di un individuo, per cui chi dorme in media cinque ore a notte potrà avere un massimo di due o tre momenti Rem; non più di due o tre sogni”.

Per quanto riguarda l’interpretazione, invece, trovare delle risposte risulta essere meno facile di quanto sembri. “Conoscere bene se stessi è il primo passo” -confermano gli psicoterapeuti- “per poter tentare un’interpretazione costruttiva”; basti pensare che lo stesso Freud partì dall’auto interpretazione dei propri sogni per giungere alle sue enunciazioni.

I sogni hanno sempre qualcosa da rivelare e capirli non può che aiutarci a vivere in più armonia con noi stessi. Non saranno certo dei messaggi degli Dei, così come credevano gli antichi greci e romani, ma sicuramente i simboli che producono sono sempre dei suggerimenti che la nostra coscienza vuole farci arrivare.

Ecco allora che un nostro disagio psichico o fisico, in un contesto onirico, può essere rappresentato, ad esempio, da un gattino malato o da un mare in tempesta; naturalmente il gattino ed il mare assumeranno dei significati diversi per un altro sognatore. Essendo i sogni una rappresentazione simbolica dei desideri e dei timori repressi, è raro che ci regalino un messaggio chiaro, persino quando si avvicinano molto alla realtà del sognatore.

Non a caso è opinione diffusa, che la caratteristica principale del sogno sia quella di rivelare nascondendo e di nascondere svelando. “Oltre ai sogni comuni, esistono anche i cosiddetti sogni rari, come per esempio i sogni telepatici” - spiega la dottoressa Mormando- . Questi si verificano quando due persone, solitamente molto legate tra loro, sognano la stessa cosa sebbene si trovino a distanza l’una dall’altra. Ci sono poi i sogni “preveggenti”, quelli in cui i defunti mettono in guardia il sognatore da eventuali pericoli, o ancora i sogni che invece di segnalare pericoli segnalano preziosi numeri da giocare al Lotto. E in questo caso bisogna ammetterlo, questi si che sono dei sogni d’oro!
(fonte:qui-italia)


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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito