Lo psicologo: il migliore amico degli italiani
In Italia vertiginoso aumento del numero dei soggetti in psicoterapia
di Vincenzina Foceri
In Italia ci sono trentasettemila psicologi e sono almeno cinquecento mila gli italiani che hanno bisogno del loro supporto. In una società dove il successo è tutto e ci si affanna continuamente a raggiungerlo, il medico dell’anima fa da ‘’coach’’, il consulente che mette a punto un programma personalizzato per ottenere massimi risultati nella professione, nello studio e nello sport. Quello che fino a qualche anno fa era un fenomeno tipicamente americano diviene il nuovo costume del bel paese.
Dallo studente depresso al manager stressato; dalla casalinga ansiosa alla diva travolta dal successo. Per ciascuno c’è una terapia dell’io, un consiglio, un manuale. Accanto ai metodi terapeutici ‘’ortodossi’’ ci sono centinaia di psicoterapie rapide e a basso costo. Sono circa quattrocento, ideate per tutte le esigenze.
L’ultima novità arriva dal web. Niente più lettino dove rilassarsi ed esternare il proprio malessere, ma un mouse ed una tastiera per comunicare con psicologi e gruppi di confronto. Con discrezione, rapidità e a prezzi contenuti tutte le ansie, le paure e i disagi esistenziali possono essere sconfitti.
Lo psicologo è diventato il migliore amico per molti italiani con disturbi emozionali. In molti si rivolgono a lui per una consulenza; alle volte a causa di un grande dolore come la perdita di un caro, altre per una gioia intensa difficile da gestire. Può sembrare un paradosso, ma la felicità al suo culmine può mettere in crisi. Basti pensare ai volti noti del mondo dello spettacolo quasi tutti in terapia per problemi vari.
Non è più un semplice medico ma lo si potrebbe definire un ‘’tuttologo’’. Si occupa di problemi adolescenziali, disagi esistenziali, depressione, anoressia, bulimia e stress dovuto alle cause più disparate.
Molto indaffarato è lo psicologo del lavoro per aiutare le vittime dei computer impazziti e i manager stressati, così come quello sportivo per sostenere atleti falliti o calciatori con troppo denaro.
Il suo studio non si racchiude più in comodi salotti o cliniche specializzate. Lo si trova in tv, come ospite fisso in molte trasmissioni: dal ‘’Maurizio Costanzo show’’ a ‘’Sex and city’’. Lo si trova sui giornali a commentare drammatici e incomprensibili fatti di cronaca; è in linea 24 su 24 al telefono o sul web.
Nelle librerie italiane vanno per la maggiore testi di psicoanalisi, volumi che affrontano il tema depressione, manuali sui disturbi alimentari , e soprattutto libri che affrontano l’annoso problema dell’incomunicabilità tra generazioni diverse. Genitori e figli senza dialogo cercano la soluzione tra le righe, si affidano al medico dell’anima.
A questo punto, la domanda nasce spontanea: questo interesse per la psicologia segnala un reale bisogno d’aiuto, l’aumento di disagio o è semplicemente una moda, un fenomeno di costume inscenato dai media? Secondo lo psicologo Luciano de Gregorio, ‘’gruppoanalista’’ di Milano, è l’espressione di un’assenza di dialogo nelle istituzioni di base: la famiglia, la scuola, gli amici. Questo comporta difficoltà nel superare o almeno capire il senso di un disturbo. La solitudine è il nuovo malessere degli italiani e lo psicologo rappresenta un amico con cui confidarsi, a volte, l’unico.
(Fonte:quitalia 16 settembre 2002)