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Sette note per cambiare la vita


Forse un giorno dischi e spartiti saranno venduti anche in farmacia. Tutti abbiamo sperimentato quanto la musica possa essere una fonte di benessere, perfino di sostegno nei momenti neri del nostro umore. Adesso, riprendendo in mano un filo antichissimo che si perde nella notte dei tempi, anche la medicina ufficiale ha iniziato a prendere sul serio le sette note e ad impiegarle per curare anche gravi patologie.

Si chiama musicoterapia e affonda le sue origini remote perfino nella mitologia classica. Basti pensare, ad esempio, alla figura di Orfeo che con la sua cetra riusciva a placare le ire degli dei e a dominare le irrequiete forze della natura. Molte volte, a tutte le latitudini della Terra, alle armonie sono state attribuite qualità benefiche per lo spirito. In tempi recenti, però, la ricerca ha fatto un passo avanti e ha messo a punto delle vere e proprie tecniche mediche basate sull’uso di suoni e strumenti musicali.

Perfino gli ambienti accademici, inizialmente scettici o poco interessati, hanno iniziato ad interessarsi a questa nuova frontiera della psichiatria. Molta strada è ancora da percorrere, visto che non esiste al momento una vera e propria definizione professionale ufficiale dello psicoterapeuta, né un diploma riconosciuti a livello nazionale.

Le patologie che possono essere affrontate anche con la musicoterapia sono numerose: si va dal sostegno per i soggetti affetti da sindrome di Down, fino alla cura di parkinsoniani, autistici e altri pazienti con difficoltà di espressione, di relazione o con problemi di memoria, sensomotori, cognitivi o affettivi.

Particolari speranze, sostenute dai risultati positivi fin qui ottenuti, vengono riposte nell’uso della musica per la riabilitazione delle persone uscite dal coma. Si tratta di un campo di applicazione portato in Italia da Jurgen Weckel, dell’università di Witten-Herdecke in Germania. Grazie alla collaborazione con Rita Formisano, primario dell’Ospedale di Riabilitazione Santa Lucia di Roma, è stato possibile dare vita al primo centro italiano di riabilitazione con la musica per post comatosi.

Stiamo parlando di soggetti che, in molti casi, non sono in grado di fare uso della comunicazione verbale. Il terapeuta improvvisa una sequenza sonora e, mettendo vari strumenti musicali a disposizione del paziente, gli offre la possibilità di instaurare un dialogo. Le sedute di musicoterapia riescono così a creare un primo canale di comunicazione, rompendo la spessa barriera di incomunicabilità generata dal trauma. Per comprendere il valore delle nuove terapie è sufficiente ricordare che, secondo recenti dati Istat, ogni anno in Italia gli incidenti stradali causano in media 300 nuovi casi di traumi cranici gravi ogni 10 mila abitanti. Le strutture capaci di offrire loro adeguati percorsi di riabilitazione sono troppo poche e le liste d’attesa inevitabilmente lunghe.

Si tratta dunque di un settore che deve necessariamente essere rafforzato e che, tra i mezzi a disposizione dei pazienti, non potrà certamente rinunciare a strutture e terapeuti capaci di offrire loro anche la possibilità di tornare a vicere con l’aiuto delle sette note.
(Autore: Fabio Aita)














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Mara Simeone : psicologa-psicoterapeuta iscritta all'Albo Professionale dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, n.3015 dell'8-11-1990; specialista in psicoterapia con delibera consiliare del 10-02-1995; titolare responsabile del sito