In italia un milione di vittime del mobbing
In Italia un milione di vittime del mobbing
Un milione di persone nella morsa del mobbing. E’ la stima più attendibile sull’ampiezza del fenomeno delle vessazioni sistematiche sul posto di lavoro. Sarebbero questi i numeri reali del fenomeno, molto più ampi di quanto appaia dalle cifre ufficiali, che parlano del 4% della popolazione attiva. Sono invece quaranta milioni gli abitanti del vecchio continente che soffrono di stress da lavoro. E a influire è soprattutto il mobbing. Questi dati emergono dall’ultima inchiesta dell’Agenzia europea per la sicurezza e salute sul lavoro, in occasione della settimana per la tutela dei lavoratori che si terrà dal 21 al 25 ottobre.
Nella Ue, oltre il 50% dell’assenteismo è da imputarsi allo stress da lavoro, con costi non inferiori ai 20 miliardi di euro in termini di perdita di tempo e spese sanitarie. E questo di sovente sfocia nel mobbing. Se in Italia sono circa un milione i lavoratori colpiti direttamente, è stato stimato invece in cinque milioni il numero di cittadini coinvolti in modo indiretto, come spettatori o amici e familiari delle vittime.
L’Ispel, l’Istituto italiano per la Sicurezza sul Lavoro, mette in luce il ritratto tipico del “mobbizzato”: è maschio (52%), è vicino alla pensione (il 62% ha tra i 51 e i 60 anni) e lavora come impiegato nella pubblica amministrazione (80%). E allora quale poteva essere la regione più colpita? Il Lazio, con il 43% dei casi, dove appunto risiedono la maggior parte degli uffici dello Stato. In Italia, comunque, secondo le stime ufficiali questo fenomeno non sembra di vasta portata, almeno rispetto alla Gran Bretagna, dove il 16% dei lavoratori denuncia vessazioni, alla Svezia, Francia e Islanda (9%).
Ma questi dati corrispondono al vero? Gli esperti fanno notare che raramente una persona sporge una denuncia per mobbing, proprio perché è difficile da individuare in modo concreto. Certo negli ultimi anni sono aumentate le associazioni che tutelano le vittime di questi abusi e hanno cominciato ad occuparsene anche i sindacati e la magistratura, ma è anche vero che l’avvento della new economy, con i suoi ritmi forsennati, ha fatto crescere i casi. Un problema, non solo per la vittima ma per tutta la società visto che chi è mobbizzato si assenta più spesso dal lavoro. Si calcola infatti che le malattie cardiovascolari siano dovute, per il 18%, il 16% negli uomini e il 22% nelle donne, allo stress legato al lavoro.
Come se ne esce? Innanzitutto con un migliore organizzazione del lavoro, e poi con la solidarietà dei colleghi. Se infatti chi è vittima del mobbing o di un eccessivo carico di lavoro rimane solo, difficilmente ce la farà a fuggire da quella condizione. Per Antonio Moccaldi, direttore, direttore dell’Ispel “sono troppe le vittime che soffrono in silenzio, e troppe sono le imprese che non si rendono conto dell’enorme ripercussione che lo stress può avere sul loro rendimento economico”.
(Autore: Alessandro Guarasci)
(9 OTTOBRE 2002; Il Nuovo)